Il Teatro Stabile rende omaggio ad Antonio Russo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Teatro Stabile d'Abruzzo prova ad alzare la voce per richiamare le persone al confronto sui grandi temi del nostro vivere: si recita di guerra, di violazioni, di soprusi, di multiculturalità sul palcoscenico del Teatro Comunale per parlare direttamente al cuore ed alla coscienza.
Una primavera impegnativa con "Riflessioni in scena", primo appuntamento con una rassegna di teatro civile che vuole sottolineare la scelta artistica dell'Ente Teatrale Regionale di fermo impegno civile.
Si parte lunedì 21 aprile p.v. alle ore 11,00, (ingresso libero) con La Voce Dei Silenzi, orazione civile per Antonio Russo cronista delle vite negate: uno spettacolo nato per onorare la memoria di Antonio Russo, giornalista originario di Chieti assassinato nell'ottobre del 2000 per le sue coraggiose denunce sui crimini perpetrati nella guerra Russo-Cecena, e per divulgare e rendere vive le sue idee, le sue lotte, la sua coerenza fino alla morte.
Scritta in occasione della prima edizione nazionale del Premio Antonio Russo. Giornalismo e reportage di guerra voluto dalla sua famiglia costituendo la Fondazione Russo, la pièce si nutre di questa esigenza e della necessità di farlo conoscere a chi ne ha sentito parlare soltanto come una delle tante vittime dell'ingiustizia delle guerre, come una delle tante morti oscure, di farne valere la generosità dell'uomo e il rigore del cronista, di voce dei silenzi.
La scrittura scelta per questa narrazione-orazione, nata da una frequentazione dolorosamente intensa e profondamente rivelatrice con sua madre Beatrice, si fa intima e lirica, procedendo a strappi, senza un ordine temporale ma per concatenazione di pensieri, di riflessioni, di circostanze storiche, di denunce che trasudano dalle vicende umane e professionali di Antonio e che si fanno testimonianza universale dei valori calpestati dell'umanità.
Le riflessioni espresse ad alta voce dall'attore-cronista si compenetrano con le idee dello stesso Antonio Russo (sulla tragicità e le responsabilità delle guerre, sull'opportunismo di certa informazione, sul pacifismo di facciata) ripreso in video, durante la sua permanenza a Pristina e poi in Cecenia, dall'amico free lance Emilio Casalini e riproposte su grande schermo a tener deste la sua memoria, le sue denunce, le immagini di tutte le guerra dimenticate.
19/04/2008 7.59