Incontro a Teramo con Enzo De Caro nel nome di Massimo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sarà Enzo De Caro l’ospite che aprirà il primo dei tre appuntamenti de “Le altre parole del Teatro” organizzato dalla Società della musica e del teatro “Primo Riccitelli”.


TERAMO. Sarà Enzo De Caro l'ospite che aprirà il primo dei tre appuntamenti de “Le altre parole del Teatro” organizzato dalla Società della musica e del teatro “Primo Riccitelli”. Il regista e attore campano porterà giovedì 27 marzo 2008 alle ore 17:30 nella Sala Polifunzionale della Provincia di Teramo, la sua esperienza in un incontro che si preannuncia ricco e denso di spunti.
Iniziando il suo viaggio nel teatro con Massimo Troisi e Lello Arena, De Caro ha più volte mostrato il suo talento eclettico e multiforme, destreggiandosi abilmente tra palco e televisione, sempre nel rispetto di quella cultura e raffinatezza che da sempre lo caratterizzano. Docente di scrittura creativa alla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Salerno, De Caro con la sua presenza non mancherà di stupire ed arricchire tutti i presenti. L'ingresso è libero.
De Caro parlerà anche del suo ultimo lavoro “Poeta Massimo”, un cd di poesie inedite di Massimo Troisi musicate insieme ad artisti di talento (la maggior parte napoletani).
L'uscita è prevista per il 4 aprile prossimo ma è probabile che qualche anticipazione possa essere fatta dallo stesso de caro che già aio tempi della Smorfia imbracciava la chitarra.
«Eravamo due ragazzi che cercavano la loro strada», ha raccontato De Caro parlando del suo lavoro, «e le canzoni, la musica erano una delle tante possibili. Ci vedevamo dove capitava, Massimo buttava giù un'idea e se ne parlava, se ne discuteva».
«A volte - continua Decaro - i versi a Massimo venivano di getto, altre volte preferiva tornarci su per conto suo, li cancellava, li correggeva, me li rimandava. E io a lui, all'infinito. Ho conservato queste nostre carte per così tanto tempo; poi, improvvisamente, è accaduto un piccolo episodio, qualcosa che mi ha fatto cadere addosso la necessità di affrontare quel capitolo della nostra vita. Ho sentito l'urgenza di rendere nota una pagina importante e ancora inedita della carriera artistica di Massimo. Per me è stato un po' come finire "un compito di testimonianza" di cui sono solo per caso il protagonista di servizio, il tramite per offrire al pubblico, soprattutto a quello più giovane, le prove del grande valore poetico di Massimo. Quello venuto fuori completamente con Il Postino».

26/03/2008 10.32