Antonacci in concerto, sfuma Chieti e arriva Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' ufficiale: Biagio Antonacci sarà in Abruzzo, come precedentemente annunciato, il prossimo 10 marzo. Solo che, anzichè esibirsi al Palatricalle di Chieti, suonerà presso il Palasport "Giovanni Paolo II" di Pescara. L' organizzatrice dell'evento ha dovuto ripensarci e cambiare la location del concerto per andare sul sicuro.   



PESCARA. E' ufficiale: Biagio Antonacci sarà in Abruzzo, come precedentemente annunciato, il prossimo 10 marzo. Solo che, anzichè esibirsi al Palatricalle di Chieti, suonerà presso il Palasport "Giovanni Paolo II" di Pescara.

L' organizzatrice dell'evento ha dovuto ripensarci e cambiare la location del concerto per andare sul sicuro.

 


 




Il Comune di Chieti, infatti, non aveva rilasciato alcuna autorizzazione per utilizzare la struttura teatina al momento inagibile
Il tour del cantante milanese era già passato per l'Abruzzo lo scorso 28 novembre, al PalaMaggetti di Roseto. Ora è Pescara a fremere.
L'ultimo cd di Antonacci si intitola "Vicky Love", è stato pubblicato dalla sua etichetta Iris ed è distribuito dalla Universal.
Dall'album sono già stati estratti tre singoli: "Lascia stare", "Sognami" e "L'impossibile".
A due anni da "Convivendo parte 2" (che con "Convivendo parte 1" ha dato vita al primo progetto discografico "a puntate" del mercato fonografico italiano, vendendo più di 1.200.000 copie e che è valso al cantautore il premio ai World Music Awards 2005 come "Best Male Selling Italian Artist"), Biagio Antonacci è dunque tornato con un nuovo disco di inediti.
La produzione esecutiva è stata curata da Graziano Antonacci, manager e fratello dell'artista. "Vicky Love" è stato interamente registrato nella casa di Bologna di Biagio, il quale ha dichiarato che il titolo del cd «si potrebbe tradurre in un nome di donna o ancora in "vittoria dell'amore", un concetto di speranza per un amore più istintivo, più epidermico ma anche più superficiale».
Un lavoro che segna un passaggio nella vita artistica di Antonacci che sembra voler rispolverare le sue esperienze musicali del passato, proiettandosi al tempo stesso verso un nuovo futuro.
Un album decisamente "suonato", ricco di contaminazioni temporali che vanno dalle atmosfere tipicamente anni '60 alle acustiche rivoluzionarie anni '70, dagli arrangiamenti decisi degli anni '80 agli incroci melodici di più generi degli anni 90, fino alle arie artistiche dei nostri giorni.
11 brani, fedeli al classico stile intimistico che da sempre ha caratterizzato la linea artistica di Antonacci - che da solo, anche stavolta, ha scritto le parole e composto le musiche di ogni canzone - in grado di raccontare con parole semplici ma pregnanti i soffi impetuosi della vita che si giostra tra il bene e il male che pervadono il nostro cammino.
Ma a Pescara potremo ascoltare anche le tracce del passato di Biagio Antonacci, andando indietro fino al suo primo disco di successo, "Liberatemi", relativamente al quale l'artista ha di recente
affermato: «E' l'album delle canzoni più centrate dal punto di vista della comunicazione, visto che "Liberatemi" è stata la mia prima grande hit e che ci sono brani come "Alessandra", "Come siamo tanti al mondo", "Prima di tutto" e "Almeno non tradirmi più", scritta in collaborazione con Eros Ramazzotti. Per il resto c'era un Biagio a metà, che si spartiva le decisioni con un arrangiatore importante come Mauro Malavasi».

Massimo Giuliano 07/02/2008 9.13