Max Pezzali a Roseto con il nuovo tour

Alessandro Biancardi

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ROSETO – Max Pezzali, appena tornato sulle scene con ‘Time out', sarà in Abruzzo il 16 novembre. Location prescelta, il palasport di Roseto: lì il ‘Max 2007 Tour' porterà uno show che si preannuncia già molto vivace, conoscendo l'affetto del pubblico nei confronti del cantante pavese, il cui ultimo cd è uscito a due anni di distanza dalla fortunata raccolta ‘Tutto Max' (oltre 300.000 copie vendute, 4 volte disco di platino e per 10 settimane consecutive al primo posto della classifica di vendita).
Scritto dallo stesso Max e realizzato da Michele Canova Iorfida (tranne ‘Torno subito', il primo singolo estratto, realizzato da Claudio Guidetti), ‘Time Out' si compone di 11 canzoni. La copertina dell'album è stata disegnata da Enrico Bonafede e raffigura una cartina stradale sul viso di Pezzali, a simboleggiare un iter attraverso le canzoni del disco.
Il tempo di qualche ricognizione tra i brani e ci si accorge che ciò che si sta osservando è il nuovo capitolo di una lunga storia, sempre più avvincente, perchè “non c'è rotta che è sicura, non c'è e mai ci sarà”, come recita uno dei brani più ‘scuri' dell'album, “La strada”.
Sono tanti i particolari di ‘Time out' che ci rimandano al viaggio.
E d'altronde, lo stesso artista lo ha confermato, pronunciando una frase eloquente: “Per conoscere il mondo, bisogna visitarlo, e non accontentarsi di sbirciarlo su Google”.
Passano gli anni, ma Max Pezzali è sempre così: non sai se sta raccontando grandi cose in un modo piccolo, o piccole cose in un modo grande. Un tempo era la realtà dei bar, ora sono i sentimenti che non muoiono mai, e, restando sempre con noi, ci aiutano a sentirci vivi, mantenendoci legati ai valori più genuini, più semplici.
Dunque, più veri. Le storie risultano ancora così familiari, e il linguaggio è quello diretto degli esordi. Frutto di un periodo di serenità che sta animando la sua esistenza, ‘Time out' è, tra tutti i lavori di Pezzali, il più incentrato sul presente e sulla voglia/capacità di sapersi godere la vita.
Se il precedente album di studio, ‘Il mondo insieme a te', era sostanzialmente una raccolta di canzoni d'amore ispirate dalla sua compagna, con questo disco il punto di osservazione mette a fuoco nuovi panorami ed orizzonti.
Max lo ha definito “il mio album più country”, perlomeno come attitudine. Merito soprattutto delle influenze americane: il mito degli Usa, così caro all'autore, affiora in brani come ‘Profumo', ‘Sottosopra' e ‘La strada', ma anche nel banjo prepotente di ‘Chiuso in una scatola'. Si tratta, però, di un mito ‘buono': quello, cioè, che ha prodotto la ‘nobile' cultura americana che a sua volta ha influenzato tante altre culture, ma senza volerle sopraffare, come fanno gli Yankee di adesso. E poi c'è la melodia: oggi, Max è alla ricerca fondamentalmente della ‘bella canzone', ed è meno legato al rap rispetto ad un tempo. ‘Torno subito'… sì, non c'è fretta.

Massimo Giuliano 13/11/2007 11.13