Ficarra e Picone: tre serate di divertimento in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «E' giusto che la gente lavori, ma se andiamo tutti a lavorare, al bar chi ci va? Nessuno! Questo è mettere in ginocchio l'economia della Sicilia, perché è un'economia basata sul bar!". E' questa la filosofia di Ficarra e Picone il duo "nato stanco" . Tre le tappe del duo in Abruzzo
Lunedì 22 ottobre saranno a Teramo, al Teatro comunale, mercoledì 24 a Giulianova, al Teatro Ariston e giovedì 25 ottobre a Pescara, al Teatro Massimo.
Nel recital "Sono cose che capitano" divertente e pungente come loro, propongono una serie di sketch, divisi in tre micro-atti con epilogo finale, che mescolano storie d'amore, di morte e di vita. A volte ripercorrono vecchi temi, altre volte esce dal cilindro qualche spunto nuovo sempre in maniera divertente ed efficace. Nello spettacolo (con la riproposizione dei due siciliani nati stanchi, i personaggi che li hanno resi famosi a Zelig) c'è anche l'occasione per ironizzare su temi quali la politica, il calcio, la società e la famiglia. Nel loro classico lassismo siciliano fatto di lamenti, pigrizia e discorsi futili c'è anche spazio per acute e apparentemente casuali frecciate sulla vita. Un modo di far ridere surreale, grottesco, stralunato, in una visione del mondo tanto assurda quanto reale. E lasciano ampio spazio alla riflessione.
Al centro dello spettacolo ci sono l'uomo e le fasi della sua vita: l'amore perso o da riconquistare, l'amore che ci fa soffrire ("il difficile non è fidanzarsi ma lasciarsi") e quello di cui non ci accorgiamo; la morte di un parente che diventa spettacolarizzazione, la nascita di un figlio, i progetti, l'ansia, le prospettive, la vita che cambia perché ti accorgi anche se hai appena trent'anni.
Ma Ficarra & Picone vanno oltre, scoprono che c'è un altro tipo d'amore, un altro tipo di morte e un'altra rinascita. Glielo insegna un misterioso parente: Zio Pino, ovvero Don Pino Puglisi, che tanto si prodigò nel sociale divenendo uno degli emblemi della società civile che cerca di contrapporsi al pervadere dell'organizzazione mafiosa.
L'arma in più, di Ficarra & Picone è l'improvvisazione. Battute nuove nascono sul momento, il dialogo che si istaura col pubblico crea nuovi e fantastici sketch. E, soprattutto, quello che ammalia è il loro continuo giocare, con battute non previste che spiazzano loro stessi in una gara a chi fa divertire di più. E poi, a differenza di molti altri artisti loro sono così, sinceri e divertenti, anche lontano dai riflettori. Un pregio non indifferente in un mondo in cui i valori non esistono più da tempo.
Prossimi appuntamenti per Samarcanda il 22 novembre con Checco Zalone, il 13 dicembre con Leonardo Manera. Altri “sold out” facilmente prevedibile.
11/10/2007 10.50