Il genio di "South Park" al Matita film festival di Guardiagrele

Alessandro Biancardi

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GUARDIAGRELE. Al Matita Film Festival è di scena “South Park, il film”. Il lungometraggio, diretto nel 1999 da Trey Parker, sarà proiettato domani pomeriggio alle 16,30. La visione è consigliata ad un pubblico adulto.
Il film è tratto dalla serie animata più “cattiva” e dissacrante della tv, con i suoi caratteristici dialoghi graffianti e l'altrettanto inconfondibile stile asciutto e crudo. Nel tubo catodico italiano, “South Park” aveva finito per perdersi, vittima dei soliti bacchettoni che avevano fatto sì che la mannaia della censura agisse indisturbata e in maniera irreversibile, quanto indelebile.
Se, infatti, negli Stati Uniti “South Park” è stato aspramente criticato da gruppi religiosi che l'hanno giudicato (addirittura) «moralmente offensivo e anti-statunitense», non si può dire che in Italia le cose siano andate meglio: anzi, nel nostro paese, dove è stato attaccato soprattutto dal Moige, “South Park” ha ricevuto lo stesso trattamento.
Mediaset prima l'ha 'censurato' attraverso un doppiaggio non letterale (cercando di usare eufemismi o uno slang creato ad hoc per coprire le volgarità e le parolacce), poi ha operato un taglio totale di alcune puntate e infine ha cancellato il cartone dalla propria programmazione alla fine della quarta stagione. A nulla è servito aver mandato in onda “South Park” a tarda serata o facendolo precedere da scritte che avvertivano sui suoi contenuti un po' “forti”: in una nazione dove i soliti noti si scandalizzano per “Buffy – L'ammazzavampiri”, non c'è da stupirsi che un prodotto come “South Park”, che effettivamente non andava troppo per il sottile, sia stato così brutalmente tranciato.
E se non fosse stato per Mtv, che ha di recente rilevato i diritti di trasmissione di “South Park” ed è tornata a programmarlo, non avremmo più avuto la possibilità di vedere, in Italia, questa serie animata.
A ben guardare, Mtv si è dimostrata più “libera” di Italia1, non dovendosi preoccupare di quei vincoli di cui a volte soffre la tv generalista. Ed è un bene: “South Park” rappresenta un'invenzione televisiva che, al di là delle polemiche, non può non essere definita intelligente.
Creato e doppiato da Matt Stone e Trey Parker, la serie è distribuita e trasmessa negli Stati Uniti da Comedy Central a partire dal 1997.
Narra le avventure di 4 ragazzi: Stan, Kyle, Eric e Kenny (che muore puntualmente alla fine di ogni episodio), alunni di quarta elementare che vivono in una piccola città del Colorado.
In principio il cartone era realizzato utilizzando la tecnica dello “stop motion cutout animation”, dove i fotogrammi erano realizzati incollando pezzi di cartone direttamente sullo sfondo, ma questa tecnica è stata rimpiazzata dai computer. “South Park” tratta, attraverso la satira (fino a toccare qualche volta il surrealismo), temi di politica ed attualità statunitense, e cerca di sfatare i tabù e le demonizzazioni della società, spesso usando la parodia e la black comedy. Facendo i dovuti distinguo, la serie può essere descritta come una sorta di versione dei “Simpson” estremizzata e ancor meno “politically correct”.
Massimo Giuliano 26/09/2007 9.50