Il mito della 500 in mostra ieri a Pescara

Alessandro Biancardi

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Il mito della 500 in mostra ieri a Pescara
IL RACCONTO FOTOGRAFICO

PESCARA. Una domenica dal gusto un po' retrò, quello che solo la vecchia e mitica 500 sa dare. Si sono parcheggiate tutte e cento nel campetto di calcio di fronte al cementificio e si sono lasciate ammirare, studiare, filmare e fotografare dai tanti appassionati e dai visitatori qualunque.
Colorate, eccentriche, rimesse a posto con motori bizzarri. E poi ancora tradizionali, serigrafate, fiammanti. Santini adesivi sul vetro, pupazzi, pelouches e anche modernissimi navigatori satellitari, il popolo della 500 non si fa mancare proprio niente.
Si sono visti i modelli "mitici" con portavaligia incorporata sul retro e quelle mai viste e bizzare, come un vecchio modello bianco che rilasciava profumo di oli e essenze.
Ma quella che ha calamitato l'attenzione di tutti è stata una vera e propria 500-limousine: due vetture che si fondono e diventano una, 6 ruote, carrozzeria bianca, bianchissima, e decoro rosso su entrambe le fiancate. Tanti i bambini che hanno scoperto un mondo a loro sconosciuto, tanti anche gli adulti che hanno fatto un bel tuffo indietro nella storia d'Italia e nelle loro vite.

La giuria con esperti carrozzieri e meccanici presieduta da Loreto D'Addario (cinquant'anni d'esperienza nel settore) ha assegnato la targa “la più bella” alla 500 bianchina cabrio del 1967 di Diego Cipollini di Montesilvano, la targa “la più originale” alla 500 D del 1964 di Fabrizio Di Fabrizio di Pescara, la targa “la più tecnica” al prototipo 500 di Domenico Starinieri di Moscufo, la targa “la più lontana” alla 500 L di Eugenio Di Florio di Termoli (Cb).

Chi ieri le ha ammirate si è convinto che la vecchia 500, nonostante il nuovo modello che incombe sul mercato, è tutt'altro che morta. Chi le ha perse può rivederle nel nostro racconto fotografico.

10/09/2007 10.16