Premi Flaiano: Ninetto Davoli insoddisfatto del Pegaso ricevuto

Alessandro Biancardi

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Premi Flaiano: Ninetto Davoli insoddisfatto del Pegaso ricevuto
BOLOGNA – Strascico polemico, o semplice maretta, in coda ai XXXIV Premi Flaiano. Ninetto Davoli sputa sul Pegaso d’oro ricevuto domenica sera al Teatro D’Annunzio di Pescara e, in un’intervista rilasciata al Resto del Carlino, dichiara: «Sono appena tornato da una premiazione a Pescara, in nome di Ennio Flaiano. Mi hanno dato un riconoscimento per l’ultimo film che ho fatto, ‘Uno di due’. Carino, per carità, ma mi danno un premio per questo e non mi hanno mai dato niente per tutto quello che ho fatto prima…». IL RACCONTO FOTOGRAFICO: I VIP AL PREMIO FLAIANO
E dire che, in occasione della premiazione, Davoli si era dimostrato molto simpatico. Nulla, francamente, lasciava presagire questo suo pensiero. Troppo facile criticare a distanza un riconoscimento comunque prezioso e, soprattutto, apprezzato da tutti gli addetti ai lavori. Sicuramente, l'attività dell'attore al fianco di Pier Paolo Pasolini è un patrimonio di tutti noi e non va dimenticata, ed è logico che lo stesso Davoli, nella sua analisi, si riferisse a questo, ma francamente tali frasi ci paiono un po' di cattivo gusto: non si dice sempre che a caval donato non si guarda in bocca?
E non si dice anche che il parere della giuria è insindacabile?
Dunque, se Ninetto Davoli aveva qualcosa in contrario all'assegnazione di un Pegaso d'oro per la sua ultima interpretazione cinematografica, perché non si è rifiutato di ritirarlo?
Troppo facile dispensare sorrisi a Pescara e poi lanciare strali dall'Emilia Romagna.
Il tono delle sue parole, infatti, che al limite potrebbe sembrare solo una tranquilla considerazione, è invece ricondotto alla gravità dal giudizio del giornalista del Resto del Carlino, che specifica: «Il sorriso è sempre stampato sulle labbra. Ma le parole sono pietre».
Già, parole pesanti, dure, davvero fuori luogo.
Christian De Sica, ad esempio, premiato per il teatro con ‘Parlami di me', è stato molto più delicato, affermando garbatamente e candidamente, sul palco del D'Annunzio, che il Pegaso se lo sarebbe aspettato più per i film che ha fatto che non per la sua breve esperienza di proscenio ‘live'.
Davoli invece ha scelto un'altra strada. E non finisce qui.
Dopo aver sottolineato che «c'è un solo Ninetto Davoli, perché con Pasolini ho acquisito una mentalità attoriale che adesso ormai si è persa», l'attore conclude l'intervista evidenziando tutto il suo disinteresse nei confronti di qualsivoglia tributo: «I premi, tutto sommato, sono più roba per produttori…».

Massimo Giuliano 12/07/2007 9.29