Cinema. "The bridge", il documentario tra turismo e suicidi

Alessandro Biancardi

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Il prossimo 27 aprile arriva, nelle sale italiane, il documentario di Eric Steel, “The bridge”, con “protagonista” il Golden State Bridge di San Francisco, meta turistica di fama mondiale ma, purtroppo, non solo…
Se pensiamo agli Stati Uniti, le immagini che affollano la nostra mente sono tante: dall'approdo newyorkese con la Statua della Libertà che troneggia, agli spazi aperti del Texas, passando per le spiagge Californiane e il Grand Canyon. Una delle icone principali, da cartolina, che ci ricordano l'oltreoceano è anche il Golden State Bridge, il ponte che attraversa la Baia di San Francisco. Immensa opera architettonica e d'ingegneria, è una delle mete turistiche numericamente più visitate del paese, affascinante ed ammaliante con la nebbia misteriosa che l'abbraccia e il vento che sibila tra i suoi immensi pilastri.
Ma, purtroppo, il ponte fa registrare anche un altro dato numericamente significante: risulta essere, infatti, il luogo prediletto per i suicidi, attestandosi al primo posto mondiale in questa non esaltante classifica.
Il regista Eric Steel ha deciso, a tal proposito, di immortalare il Golden State in un lungometraggio, “The bridge”, sottotitolato in italiano con “il ponte dei suicidi”: più di novanta minuti di pellicola, con riprese realizzate nel 2004 e protagoniste le persone che ogni giorno hanno attraversato il Golden State per i più svariati motivi: tra queste, anche chi aveva deciso, “in quella strana giornata”, di scavalcarlo, come ultimo gesto della propria vita…
Una pellicola che si presenta tanto struggente quanto inquietante, visti i forte contenuti che propone allo spettatore: vedere l'ultimo atto della vita di una persona, seppur filtrata dalla videocamera, è sempre e comunque un'esperienza “al limite”.
Consigliato ai palati non troppo sensibili.

Ernesto Valerio 24/04/2007 16.01