"Grind House": il ritorno di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez

Alessandro Biancardi

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CINEMA. Tornano nelle sale americane gli idolatrati registi Tarantino e Rodriguez, con “Grindhouse”, double feature in omaggio al già collaudato mix di violenza, sesso, splatter e horror. L’arrivo in Italia non è ancora stato deciso, ma già si aprono le polemiche per la proiezione della pellicola, probabilmente divisa come già accaduto con “Kill Bill”.
“Grindhouse” - letteralmente casa che macina, che tritura – è la nuova fatica cinematografica di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez. Il titolo si riferisce ai cinema d'oltreoceano che, negli anni settanta e ottanta, proiettavano film pieni di violenza, sesso, scene splatter, ecc. definite appunto grind house. Il film è strutturato nel pieno rispetto delle politiche cinematografiche di quelle strutture, che promettevano “più orrori indicibili al prezzo di uno”: infatti la pellicola non è unica, ma è composta da due diversi film, intervallati da una serie di finti trailer a tema realizzati da altri registi del calibro di Edgar Wright, Eli Roth e Rob Zombie.
“Planet terror” è l'episodio diretto da Rodriguez (“Desperado”, “Dal tramonto all'alba”, …) e vedrà protagonisti orde di zombi e la lotta per la sopravvivenza di un manipolo di uomini. A tal proposito, il regista americano ha citato tra le sue “fonti di ispirazione” l'italiano Lucio Fulci, regista amatissimo negli Stati Uniti dagli appassionati del genere, ma anche Umberto Lenzi, autore di “Incubo sulla città contaminata”.
Curiosità per gli appassionati: la colonna sonora, per ammissione dello stesso regista, è ripresa dalle composizioni di John Carpenter, regista che ha sempre composto da solo le famosissime colonne sonore dei suoi successi (“Essi vivono”, “Distretto 13”, “1997: fuga da New York”, “Fuga da Los Angeles”, …)
“Death proof” è, invece, l'opera tarantiniana, con protagonista d'eccezione Kurt Russell (dopo il rifiuto di Mickey Rourke) che interpreta Stuntman Mike, killer misogino e psicopatico che uccide le ragazze a bordo della sua automobile, una Chevrolet Nova super agghindata e truccata.
La definizione: Grindhouse, “un cinema che proietta pellicole una dopo l'altra, contenenti sesso, violenza e altri elementi estremi” (la scritta esplicativa appare ad inizio film, con una tecnica simile a quella utilizzata in “Pulp Fiction” per la spiegazione del termine pulp).

L'USCITA EUROPEA.

Si prospetta una divisione per la versione europea della pellicola, come già precedentemente fatto per “Kill Bill” di Tarantino: secondo il sito “Bloody disgusting”, la versione per il mercato europeo (eccezion fatta per quella inglese), verrà divisa e ogni uscita avrà il titolo del singolo episodio. Questa operazione appare piuttosto discutibile visto che la pellicola, nella sue interezza, non supera gli standard classici di una proiezione nel vecchio continente, a differenza della quattro ore totali di “Kill Bill”. Ogni episodio infatti si aggira intorno ai settanta minuti, a cui vanno aggiunti i finti trailer, per un totale dunque che non va oltre le due ore e mezza.
Questa divisione farebbe nascere due mediometraggi, che a loro volta non sarebbero adatti ad una proiezione europea: perché pagare il biglietto intero per una pellicola di poco superiore all'ora? Sembra che si sia optato allora per un allungamento dei due film, con l'aggiunta di scene inedite e un montaggio nuovo.
“Grindhouse” sarà distribuito in Italia dalla Medusa, che non ancora comunica le date di uscita, forse ancora combattuta (è l'augurio di molti spettatori) tra la divisione dell'opera o la proiezione unica, in pieno stile grind house.

Ernesto Valerio 14/04/2007 9.55