Cinema. Premi e applausi per "Una ballata bianca" del lancianese Stefano Odoardi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2716

 ABRUZZO. Vince-e-convince pubblico e critica il lavoro del film del regista abruzzese Stefano Odoardi, “Una ballata bianca”, negli Stati Uniti e in Europa. Un successo che vede nelle fondamenta, oltre alla bravura dello stesso Odoardi, il lavoro dell’Abruzzo Film Commission, nella sua opera di valorizzazione del territorio abruzzese come ideale set cinematografico. Un esempio di come l’unione, e l’intelligenza, facciano sempre “forza”.


 ABRUZZO. Vince-e-convince pubblico e critica il lavoro del film del regista abruzzese Stefano Odoardi, “Una ballata bianca”, negli Stati Uniti e in Europa. Un successo che vede nelle fondamenta, oltre alla bravura dello stesso Odoardi, il lavoro dell'Abruzzo Film Commission, nella sua opera di valorizzazione del territorio abruzzese come ideale set cinematografico. Un esempio di come l'unione, e l'intelligenza, facciano sempre “forza”.


IL PROGETTO E LE VITTORIE.
«Un viaggio cinematografico di parole e immagini
sull'isolamento, sulla decadenza e sull'amore…Un film sulla complessa e
incomprensibile dimensione della vita e della morte, un film sulla flessibilità della tristezza»: è lo stesso regista, Stefano Odoardi (la sua “scheda”) che ci sintetizza la sua recente opera cinematografica, “Una ballata bianca”.
Il film-maker abruzzese, lancianese di nascita, ha ottenuto un importante riconoscimento, vincendo il premio come Miglior Film al Festival americano di Tiburon (San Francisco), una rassegna internazionale che ha visto in gara oltre 200 lungometraggi di novanta paesi diversi (la scheda americana del vincitore).
Già allo scorso festival di Rotterdam, Odoardi aveva visto salutare i titoli di coda del suo lavoro con sette minuti di applausi: l'Olanda non è stata solo “terra di conquista” per il regista lancianese, ma anche di produzione.
Infatti, la sceneggiatura dell'opera è stata realizzata a quattro mani, dallo stesso Odoardi e dall'olandese Kees Roorda, il tutto coadiuvato da una cooperazione tra “Moskito Film” e “O Film”, di Amsterdam, e Alessio Rigido.
Il film, oltre che alle presenze a San Francisco e Rotterdam, sarà in gara anche al prossimo Festival sud coreano di Jeonju (ottava edizione), che parte il 26 aprile.

LE LOCATION “FIRMATE” ABRUZZO FILM COMMISSION

La nostra regione non è stata presente nel film solo grazie alle origini del regista, ma è centrale nello sviluppo della stessa pellicola: infatti l'opera è stata interamente girata in Abruzzo, con la scelta delle location sviluppata insieme all'Abruzzo Film Commission, e ha toccato Lanciano, L'Aquila, Bomba e il centro satellitare marsicano di Telespazio: la vittoria americana e i successi europei di “Una ballata bianca” sono «un enorme risultato per la Abruzzo Film Commission”, ha dichiarato l'amministratore delegato Giorgio Iraggi, sempre attento con occasioni del genere alla “promozione del territorio abruzzese nel settore cinematografico, per attrarre un numero sempre maggiore di produzioni». (leggi l'articolo di PrimaDaNoi, dello scorso giugno, sull'Abruzzo Film Commission)

LA SINOSSI.

Il film inizia con la vita lenta e meccanica - come un vecchio giradischi - di una coppia di anziani, moglie e marito (location, Lanciano). Insieme hanno deciso di evitare la luce, naturale, del giorno: tutta la loro attività vitale si svolge nel buio della notte; una quotidianità sempre uguale (mangiare, bere, giocare, leggere, …) ma svolta nell'oscurità. La morte incombe pesantemente, come una spada di Damocle, sulla loro vita: una malattia mortale di lei trasmette, ad entrambi, la paura di vedere cosa riserva loro il giorno - la luce - come se accendesse e acutizzasse i problemi. Il silenzio e la paura la fanno da padroni, e si riesce a sapere qualcosa della coppia solo attraverso la voce fuori campo.
L'avvicinarsi della fine del loro legame, inevitabile a causa dell'avanzare della malattia di lei, li porta verso un percorso-giudizio a ritroso, fino alle memorie del loro passato: luoghi e situazioni, come il loro primo incontro, si alternano nelle loro menti e sullo schermo, anche se sembrano essere più metafore e rappresentazioni idealtipiche/descrittive che non una reale trasposizione del passato (location, Fontecchio, L'Aquila e Bomba , Chieti).
Tra presente e passato, anche dei flash di “un futuro”, momenti di rottura realizzati con le immagini di una Pescara notturna, del centro satellitare di Telespazio e le varie apparizioni di due bambini che giocano, quest'ultimi anche loro più metafora e rappresentazione che non realtà: un messaggio di futuro coerente con le ultime due location citate e, allo stesso tempo, simbolo di speranza.

GLI ATTORI.

Interpreti di “Una ballata bianca” sono Simona Senzacqua (la scheda completa del suo background), attrice teatrale oltre che del grande schermo, e due attori non professionisti, Nicola e Carmela Lanci, l'anziana coppia citata nella sinossi (moglie e marito nella vita, come nel film). Di Arnoldo Foa la voce fuori campo che illustra la vita e i pensieri della coppia, mentre le musiche sono di Carlo Crivelli.


Ernesto Valerio 04/04/2007 15.10