Il jazz di Cammariere a Pescara mercoledì 4 aprile

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Arriva al Teatro Massimo di Pescara, mercoledì 4 aprile alle 21.30, il nuovo tour di Sergio Cammariere, che si chiama ‘Il pane, il vino e la visione’ come l’ultimo cd pubblicato dall’artista calabrese. Dal vivo sarà accompagnato dai suoi musicisti di sempre: Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Berg Campos alle percussioni e Bebo Ferra alla chitarra. Special guest, ancora una volta, Fabrizio Bosso alla tromba.

PESCARA. Arriva al Teatro Massimo di Pescara, mercoledì 4 aprile alle 21.30, il nuovo tour di Sergio Cammariere, che si chiama ‘Il pane, il vino e la visione' come l'ultimo cd pubblicato dall'artista calabrese. Dal vivo sarà accompagnato dai suoi musicisti di sempre: Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Berg Campos alle percussioni e Bebo Ferra alla chitarra. Special guest, ancora una volta, Fabrizio Bosso alla tromba.

La serata è organizzata dall'associazione culturale Nomadi fans club ‘Un giorno insieme' di Sulmona. «Dei miei album – spiega Cammariere – questo è quello che più degli altri può andare Oltreoceano: grazie ai grandi solisti ospiti, finalmente sono riuscito a completare la visione della mia musica attraverso la bossanova e il jazz».
Cammariere è uno specialista del pianoforte, ma in vari brani suona anche l'organo Hammond B3 e il Fender Rhodes, due miti del vintage: «La presenza di un chitarrista come Bebo Ferra mi ha permesso di trovare il colore del pianoforte che più amo e meglio rappresenta la mia musica. Lo scorso anno ho fatto dieci concerti con l'orchestra: gli archi sono una mia vecchia passione, e ormai con il maestro Paolo Silvestri abbiamo una grande intesa che ci consente di utilizzarla in modo non banale. ‘Non mi lasciare qui' è il primo singolo di questo disco, scelto perché è il pezzo che più mi caratterizza, una riflessione sull'esperienza dell'amore verso il prossimo con il testo scritto da Roberto Kunstler».
Musicalmente, ‘Non mi lasciare qui è una canzone caratterizzata da una melodia aperta e suadente, con un lento incedere, come a voler dire: «Se vita sarà, sarà vita bellissima, ma se non sarà, io continuerò ad essere fiume, a scorrere, a donare ed attendere senza alcun rancore».
Cammariere, dunque, vuole parlare di emozioni: «Vorrei – dice – suonare all'amore evocandone la gioia, ricordandone il dolore, alla ricerca della sua voce perduta, confusa, nel grande rumore di giorni che passano. Togliere l'etichetta ai sentimenti, non vederli come un mero dare e avere, ma come un meraviglioso ed unico sentire: anacronistico, se si vuole, banale forse, sicuramente provocatorio vista la realtà in cui viviamo, ma io credo assolutamente necessario».
Tra le curiosità de ‘Il pane, il vino e la visione' c'è anche il brano ‘Padre della notte': «Un pezzo che avevamo suonato solo una volta in Vaticano».
Intanto è in radio ‘Malgrado poi', il nuovo singolo: un samba che invita alla danza e alla libertà. Ormai lo si è capito: per Cammariere è l'amore la forza stessa della vita, l'energia primitiva di ognuno. Sergio ritrova il gusto del ritmo come viaggio nei colori e nei profumi della musica brasiliana, vicina a lui da sempre. Una grande sensibilità che il cantautore ha portato anche sul palco del Festival di Sanremo: la prima volta nel 2003, quando conquistò il podio nella classifica finale, e la seconda volta quest'anno, quando con il duetto insieme a Simone Cristicchi per ‘Ti regalerò una rosa' ha contribuito a scrivere una delle pagine più emozionanti dell'edizione 2007.
Massimo Giuliano 02/04/2007 9.01