La storia degli "Aguas Caliente", nuovo lavoro a 10 anni dal debutto

Alessandro Biancardi

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POPOLI – Nascono nella Val Pescara, sono attivi da oltre un decennio ed hanno deciso di chiamarsi “Aguas Caliente” prendendo in prestito il gergo degli spaghetti western e dei film di Sergio Leone.
La band musicale è composta da Vincenzo De Sanctis (chitarra), Danila Giunta (voce), Fabrizio Tronca (basso), Osvaldo Sulprizio (organo e tastiera), Decio Chiarito (batteria), Vincenzo Salce (sax tenore) e da Enzo Greco (tromba e flicorno), tutti di origine popolese o dei comuni limitrofi, i quali hanno iniziato la loro avventura partendo da basi beat, soul e soprattutto ska.
Nel corso degli anni tali influenze hanno condotto la band a mettere a punto il loro personalissimo stile, ormai orientato verso sonorità che guardano al pop.
La musica frizzante e coinvolgente, ma a volte anche eterea e profonda, è in grado di soddisfare sia l'orecchio di chi vuole un semplice sottofondo musicale ai diversi momenti della propria vita, che le esigenze di colui il quale cerca armonie ben costruite ed atmosfere di ampio e profondo respiro. Tutto ciò è ben confermato sia dai lusinghieri riscontri da parte del pubblico, durante le numerose esibizioni live (fra cui si possono citare la partecipazione al ‘Tim Tour' 2005, oltre ad apparizioni insieme ad artisti del calibro di Alex Britti, Carmen Consoli, Max Gazzé e Lucio Dalla), che attraverso la capillare presenza on-line della loro produzione più o meno recente.
Il loro costante impegno scandito da interminabili prove, innumerevoli concerti lungo tutto lo stivale ed estenuanti tentativi di messa a punto dello stile, ha dato luce al loro ultimo lavoro intitolato ‘Clackson', il quale mette a fuoco il caleidoscopico mondo musicale degli ‘Aguas', fatto di ska, beat, pop, ma anche d'influssi funk ed etno. L'utilizzo di due voci soliste, oltre all'impiego di svariate lingue fra cui ben due dialetti africani, trasporta l'ascoltatore in un universo unico, sorprendente, ricco di emozioni che lasciano il segno.
Le 14 tracce che compongono l'album, si dispiegano, infatti, in un percorso sonoro ed emozionale che, partendo da uno ska contraddistinto da grandi cambi di ritmo, giunge fino ad una ‘suite' corale ricca di colori, attraversando una serie di canzoni che, difficilmente, lasciano indifferenti. Le voci, i cori, i fiati, le ritmiche, le percussioni e l'elettronica trascinano in una danza interminabile.

Ivan D'Alberto 24/02/2007 10.05