Cinema. "Una notte al museo", il ritorno sullo schermo di Ben Stiller

Alessandro Biancardi

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CINEMA. Lo abbiamo visto proprietario di una palestra (“Dodgeball”) o impacciato fidanzato (“Mi presenti i tuoi?!”) , leggenda del passato, Starsky (“Starsky & Hutch”) o modello (“Zoolander”), e ci ha fatto sempre ridere, senza mai scendere nel volgare o scadere nella banalità: Ben Stiller, pluripremiato ed amato attore americano, torna sullo schermo con una nuova commedia, “Una notte al museo” .
In questa pellicola interpreta Larry Daley, divorziato e padre di un bimbo di dieci anni, alla perenne ricerca di un posto di lavoro che gli consenta stabilità e tranquillità, per poter gestire al meglio il suo rapporto con il figlioletto. Trova alla fine incarico come guardiano notturno del Museo di Storia Naturale di New York, occupazione che si rivelerà essere ben più complessa ed attiva di quanto immaginasse. Infatti, una pietra dell'antico Egitto porta con sé una maledizione: la notte fa ritornare in vita tutti gli “occupanti” del museo, siano esse statue di cera, teste dell'isola di Pasqua, scheletri di T-Rex o piccole riproduzione di eserciti. L'improvvisa animazione crea ovviamente disastri e paure al nuovo guardiano, che presto si abituerà però alla nuova realtà, grazie soprattutto ad un Theodore Roosevelt di cera, interpretato da Robin Williams. Quando i vecchi custodi tornano prepotentemente per rubare la preziosa pietra ed altri ori per assicurarsi una tranquilla e ricca pensione, l'alleanza tra Larry e i redivivi occupanti del museo sventerà la minaccia…

Senza mai scendere in volgarità gratuite o battute grossolane, come ci hanno invece abituato buona parte delle moderne pellicole comiche, Ben Stiller trova ancora una volta un ruolo perfetto per la sua immensa versatilità, che l'ha portato col tempo ad affermarsi nel dorato mondo hollywoodiano. Consigliato caldamente a chiunque voglia passare una serata non impegnativa, senza per questo ricorrere a banalità o bassezze di varia natura.
La vera sfida per Stiller potrebbe essere ora quella di interpretare un ruolo impegnato, come hanno fatto in passato altri re della comicità, buon ultimo Jim Carrey.

Ernesto Valerio 13/02/2007 8.44