India e Stati Uniti, le nuove frontiere del cinema italiano.

Alessandro Biancardi

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CINEMA. Il successo di Muccino negli States e l’ampliamento di Rai Trade in India sono solo alcuni dei segnali di un’industria made in Italy in costante crescita quantitativa e qualitativa, quella cinematografica.


CINEMA. Il successo di Muccino negli States e l'ampliamento di Rai Trade in India sono solo alcuni dei segnali di un'industria made in Italy in costante crescita quantitativa e qualitativa, quella cinematografica. Sono oramai due i mesi di programmazione nelle sale americane per “La ricerca della felicità”, il primo lavoro statunitense di Gabriele Muccino, regista italiano campione d'incassi nel nostro paese. Il film è ancora nella top ten Usa, tradizionalmente poco sensibile alle pellicole di autori non nazionali (il film è stato comunque prodotto e realizzato oltreoceano, con i soli Muccino e staff come elementi esterni) e si appresta ad oltrepassare i 150 milioni di dollari d'incasso solo negli States (un totale mondiale che sfiora i 300), prima di entrare trionfalmente nelle gallerie di noleggio Blockbuster. Il film è anche candidato agli Oscar 2007, seppur per un suo interprete e non per la pellicola in sé: Will Smith, il protagonista, nonché vero sponsor americano di Muccino, è infatti nella lista dei nominati come miglior attore.
Ma anche dall'altra parte del globo il cinema italiano fa registrare diversi successi: è notizia di questi giorni infatti che Rai Trade ha venduto alla casa di distribuzione indiana “Palador”, un pacchetto di cinquanta pellicole italiane. Una strategia che guarda, in maniera preventiva ed intelligente, ad un mercato in forte espansione, non solo dal punto di vista cinematografico: l'India, oltre ad essere infatti un futuro colosso dell'economia mondiale, è il secondo mercato asiatico per numero di abbonati multicanale, con prospettive di crescita altissime. Tra i titoli nostrani che i cinefili indiani potranno vedere “Ovunque sei” di Michele Placido, “La febbre” di Alessandro D'Alatri, “La seconda notte di nozze” e “Quando arrivano le ragazze?” di Pupi Avati.

Ernesto Valerio 08/02/2007 16.01