"Il medico dei pazzi" a L’Aquila con Carlo Giuffrè

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ancora un grande spettacolo per il cartellone della Stagione Teatrale Aquilana proposta dal TSA ed ATAM: giovedì 1 febbraio alle ore 21,00 debutta nel Teatro Comunale di L’Aquila “Il medico dei pazzi” deliziosa commedia di Eduardo Scarpetta, diretta ed interpretata da Carlo Giuffrè con Piero Pepe, Monica Assante Di Tatisso, Rino Di Maio, Antonella Lori e Aldo De Martino.
«Posso assicurarvi - racconta Giuffrè - che il “Medico dei Pazzi” sarà un altro spettacolo da non accantonare, ma da restaurare e divulgare. Anche quest'anno vi racconterò le divertenti e folli avventure di don Felice Sciosciammocca, una commedia che spero resterà viva nella coscienza e nel cuore degli spettatori.
Ci sarà qualcuno che mi domanderà perché non recito teatro italiano e io naturalmente risponderò che lo faccio ormai da trenta anni. Come, Scarpetta teatro italiano? Certo perché il teatro di Scarpetta fa parte della grande commedia dell'arte che è stata fonte del teatro universale».
«Noi non abbiamo teatro da esportare tranne Pirandello e qualche commedia di Eduardo», sostiene.
«Recitiamo teatro straniero, provate a leggere in qualsiasi teatro italiano, l'elenco delle commedie in programma, su dieci titoli, otto sono di autori stranieri e solo due italiani (Goldoni o Pirandello). È questa la ragione della crisi del nostro teatro. Se gli inglesi avessero dovuto come noi importare l'ottanta per cento di autori stranieri, avrebbero la stessa nostra crisi e non avrebbero come hanno teatri pieni e tanti autori che continuano a raccontare la loro storia, quella dei loro re e delle loro regine. Certo si confrontano anche con Moliere, Pirandello, Cechov, ma hanno soprattutto una loro identità drammaturgica».
«È una questione di cultura autoctona», aggiunge Giuffrè, «è bello, interessante lo scambio culturale… ma noi traduciamo e recitiamo anche testi con tematiche spesso lontane da noi che non ci trasmettono emozioni. E al contrario accade all'estero anche con una grande commedia italiana, come “Natale in casa Cupiello” la più bella commedia di Eduardo è quella meno rappresentata all'estero, la meno tradotta: perché quella magnifica metafora rappresentata dal presepe (l'utopia, la fuga dalla realtà, un mondo buono e pulito), a loro non arriva perché non conoscono il presepe. A proposito invece, non vi pare che il dramma dei figli di Luca Cupiello o di Filomena Marturano a noi ci tocca e ci commuove molto più del dramma delle figlie di Re Lear?».
Si replica venerdì 2 febbraio ore 21,00, sabato 3 febbraio ore 16,30, domenica 4 febbraio ore 16,30.

30/01/2007 15.05