Il cinema italiano chiude il 2006 in crescita: +2% in tutti i settori

Alessandro Biancardi

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ROMA. Una crescita generale del 2%: è una percentuale interessante quella relativa alla crescita del cinema italiano nel 2006. Un dato che riflette, unificandoli, tutto il mercato che gravita intorno all'industria del grande schermo. Secondo i dati forniti dall'Anica (“Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali”), aumenta il numero di film italiani prodotti, arrivando a quota
116, contro i 98 del 2005. In queste centosedici pellicole sono comprese anche le coproduzioni, in calo rispetto a dodici mesi prima: sono 26 contro le 30 del 2005, un dato quantitativamente non rilevante ma che può far ipotizzare un trend in discesa dalle molteplici ipotesi: o una nuova indipendenza del cinema nostrano, forte di incassi e riconoscimenti (prevalentemente del pubblico, più che dalla critica), o un abbandono di una strada collaborativi che ha sempre
portato grandi risultati al nostro cinema. Complessivamente, il dato positivo lo si trova anche nella voce investimenti: il carrozzone del cinema italiano ha messo sul piatto oltre 250 milioni di euro, contro i più modesti 214,4 del 2005 (in bacheca si possono trovare i dati relativi agli scorsi anni, dal 2000 ad oggi).
Come scritto poco sopra, il cinema italiano vive un ottimo periodo da un punto di vista di incassi e riconoscimento del pubblico: le sale sono spesso occupate, come nel recente Natale, da numerosissime pellicole “made in Italy”. Pur non trovando spesso riscontro nella critica, eccezion fatta per l'ottima schiera di giovani autori come Crialese (che ha per pochissimo perso la corsa all'Oscar), Sorrentino, Garrone, ecc., il dato che conta per l'industria cinematografica è quello di un trend positivo, che non può che far bene ad un settore che ha sempre dato tanto, e continua a dare, all'economia del nostro paese.

Ernesto Valerio 20/01/2007 9.35