Paola Quattrini conclude a Teramo il tour abruzzese

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Paola Quattrini chiude a Teramo il suo tour in Abruzzo portando a Teramo “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams. Domani sera 18 gennaio 2007, alle 21, appuntamento al Teatro Comunale di Teramo per la seconda Stagione di Prosa della Società della Musica e del Teatro Primo Riccitelli.
Il vecchio mondo che Blanche ha amato, raffinato ed illusorio, aristocraticamente ripiegato in un benessere ovattato, s'è dissolto in un inevitabile declino. Il mondo nuovo è pragmatico e spietato, brutalmente determinato, avido d'affermazione. Blanche non sa adeguarsi. Il mutamento la trova impreparata. Si sente tradita, sporcata, violentata. E quando la realtà opprime e soffoca, e la volgarità ripugna, ed affrontare le cose per quello che sono provoca ribrezzo e fa paura, cresce un desiderio struggente d'evasione. L'immaginazione definisce un "altrove". I sogni inventano fittizie realtà sostitutive. Ostinatamente, puntigliosamente, la sensibilità affina le facoltà del visionario, colui che ad ogni passo nega l'evidenza e sostituisce al vero un'apparenza che consola. Così nasce una falena, che presto consuma ogni sua energia girando a vuoto. È attratta, ma è accecata dalla luce. È amica dell'ombra, ma è sola nel buio. È fiaccata da quella febbre di sogni e fantasie ma s'ostina a mentire agli altri ed a se stessa. Blanche si mette in viaggio per l'ultima meta. Deve prendere due tram per raggiungerla. Un tram che si chiama Desiderio. Poi un altro, che si chiama Cimitero. Scenderà ai Campi Elisi. Qui intende fermarsi, in casa della sorella, che ha condiviso con lei la stagione incantata della giovinezza. Qui sarà il suo paradiso - ne è certa, lo vuole - il paradiso della purezza ritrovata. Ma quella è la casa di Stanley. Nel corpo di quell'uomo, giovane ed affamato di vita, di cibo, di sesso, è raffigurato tutto ciò che Blanche detesta, che la inquieta, che le fa orrore. Eppure un'irresistibile attrazione la spinge verso di lui ed inconsapevolmente la forza a sfidarlo, fino a provocarne la violenza più cieca, fino allo stupro. Il primo tram si chiamava Desiderio. Il secondo, Cimitero. La morte e la vita scorrono sullo stesso binario. Lorenzo Salveti "Ahimè! Il tram di New Orleans chiamato Desiderio è stato sostituito da un autobus, da diversi anni ormai. Io comunque nella commedia mi ero preso delle licenze poetiche. Se uno salisse su quel tram come viene consigliato nel testo, non arriverebbe mai in un posto chiamato Campi Elisi, e anche se ci arrivasse, non si troverebbe più nel Carré. Me ne servii perché mi piaceva il nome Campi Elisi. da un'intervista a Tennessee Williams (1971).

Teatro Comunale - ore 21:00
Giovedì 18 gennaio 2007
Teatro e Società srl
diretta da Pietro Mezzasoma
Paola Quattrini - Enrico Lo Verso
Un tram che si chiama Desiderio
di Tennessee Williams
scene Massimo Marafante
costumi Vera Marzot
regia Lorenzo Salveti

17/01/2007 11.50