Manuale d’Amore 2, Veronesi:«Scamarcio e la Bellucci:che eccitazione»

Alessandro Biancardi

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Manuale d’Amore 2, Veronesi:«Scamarcio e la Bellucci:che eccitazione»
PESCARA. La guest star più attesa, alla fine, ha dribblato tutti ma la presentazione del film si è concentrata ugualmente su di lui. Riccardo Scamarcio, protagonista del primo episodio di ''Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi)'' in coppia con Monica Bellucci, non c'era e le teen agers pescaresi, recatesi in massa alla Multisala Arca per fotografare il loro idolo, non hanno gradito questo bluff, orchestrato a dire il vero dalla stampa locale e non dalla produzione del film.
«Lui oggi non c'è, ma io l'ho incontrato stamattina e non mi sono ancora lavato la mano, quindi passerò tra di voi e tutti potranno idealmente toccarlo…», ha scherzato Fabio Volo.
«Aspettate, ora lo tiro fuori dal taschino», gli ha fatto da spalla Sergio Rubini.
«A Scamarcio tra due anni gli cadranno tutti i ricci e non ve lo filerete più», ha chiuso il regista toscano Giovanni Veronesi.
Il film, presentato oggi in anteprima a Pescara sarà in tutte le sale dal prossimo 19 gennaio («non vorrei che si parlasse di un vero e proprio sequel» di Manuale d'Amore, ha dichiarato il produttore Luigi De Laurentis).
Finito di girare quest'estate, Manuale d'amore 2 ha fatto parlare molto per la scena hot tra Monica Bellucci, una fisioterapista, e Riccardo Scamarcio, un malato sulla sedia a rotelle.
Le foto di scena sono rimbalzate sui giornali di tutta Italia e il giovane attore è stato perseguitato da domande su come fosse fare l'amore (ovviamente per
finta) con una delle attrici più sexy del panorama italiano.


«SCENA HARD? POTREBBE ESSERE DEL FIGLIO DI TINTO BRASS»

«Su questa scena si è fantasticato troppo», ha assicurato il regista Veronesi, che risponde divertito alle domande e alle curiosità pruriginose della stampa.
Ma frena: «non aspettatevi qualcosa di hard, alla fine non si vede niente di che...».
Mette le mani avanti, quindi, ma lo fa in modo ironico e travolgente, non risparmiando battute e doppi sensi che facilmente si prestano all'argomento.
Chiede poi di non banalizzare tutto il film su quei minuti bollenti che aprono il Manuale parte seconda e che, ovviamente, hanno scatenato l'attenzione dei media.
«Diciamo che potrebbe essere una scena girata del figlio di Tinto Brass» (ride).
Non gli va di passare come un regista porno, anche perchè il pubblico amante del genere potrebbe rimanere molto deluso.
In una recente intervista a Vanity Fair Scamarcio rivelò che le riprese di quella scena sono durate ben 5 ore perchè Veronesi ci teneva molto alla sua perfetta riuscita .
E' vero?
«Verissimo», conferma sornione. «La scena non è hard, diciamo che è altamente erotica perchè i protagonisti sono due sex symbol. Io non avevo mai girato niente del genere e devo dire che mi sono arrapato» (ride ancora di gusto).
«E' stato bello perchè Scamarcio si è emozionato e la Bellucci l'ha guidato da donna sapiente qual è».
Sul set pochi quelli della troupe che hanno assistito alle riprese.
«Ho mandato via tutti. Sono rimasti in pochi, giusto gli indispensabili e mi divertiva vedere come quelli “esclusi” cercassero di intrufolarsi per vedere cosa stavamo girando. Ma ci siamo divertiti anche parecchio».
Divertiti?
«Sì, a tratti era tutto molto ridicolo. La scena d'amore tra i due avviene sopra una sedia a rotelle e in alcuni momenti simulavo ai due, come richiede il mio ruolo di regista, come dovevano muoversi. Quindi, a volte, la Belluci stava sopra di me...ma altre io sopra Scamarcio...incontenibile come scena».

«FABIO VOLO: MOMENTO IRRIPETIBILE DA RIPETERE ASSOLUTAMENTE»

Protagonista del secondo episodio del film (“La maternità”) è Fabio Volo, dj, scrittore, presentatore e adesso anche attore.
Dopo due film girati con D'Alatri è arrivata la prima opportunità con Veronesi.
Volo interpreta il ruolo di Franco che insieme a Manuela (Barbara Bobulova «la Meg Ryan dell'est», come l'ha definita il regista), non riesce ad avere un figlio ed è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita.
Tra massicce cure di ormoni e antiossidanti, esami clinici, trasferte in Spagna e correlate crisi di nervi, seguiamo la coppia in un crescendo complesso ed esilarante.
«Per me è stata una bella esperienza», ammette. «Quello dell'attore è un mestiere affascinante.
Lavorare con Giovanni, poi, è meraviglioso, non ci sono tensioni, si ride e si scherza. E' un'esperienza irripetibile che spero si ripeta presto».
A tratti timido e imbarazzato dai gridolini delle fans sembra non riuscire ad indossare ancora con disinvoltura il ruolo del sex symbol, nonostante foto, autografi, baci e abbracci.
Lui preferisce minimizzare e buttare l'attenzione sull'assente Scamarcio: «in ascensore questa mattina gli ho dato una strusciata, proprio qui (indica il cavallo dei pantaloni) adesso passo tra le file e voi potrete toccare nuovamente il vostro idolo...»

«SE TUTTI CI IMMEDESIMASSIMO IN UN GAY SAREMMO PIÙ TOLLERANTI»

Poi è la volta di Sergio Rubini, che nel terzo episodio interpreta il ruolo di un gay che va in Spagna e vuole sposarsi con il suo compagno, interpretato da Antonio Albanese.
Come è stato entrare nella parte di un omosessuale?
«Ho condiviso la sofferenza di chi lo è realmente», racconta, «e ho pensato anche che se tutti ci immedesimassimo un po' di più saremmo più comprensivi sulla questione, più tolleranti e meno rompipalle».
Con il suo compagno di episodio Albanese è scattato un vero e proprio «colpo di fulmine»: «devo dire che Antonio ha degli occhi da cerbiatto e una calvizie molto sensuale...».
Ok, si scherza ancora, impossibile avere risposte serie.
Fondamentale per la riuscita dell'interpretazione l'aiuto e il sostegno del maestro Veronesi: «mi sono fidato di lui», confessa Rubini, «e mi sono lasciato guidare completamente, non senza paura».
Meglio fare l'attore o il regista?
«Quando un regista torna a fare l'attore sembra quasi di stare in vacanza, è tutto più facile, si sente meno la responsabilità...»

VERDONE:«L'AMORE? E' UN'AFFARE DIFFICILE»

Ultimo episodio per il veterano Carlo Verdone che interpreta il ruolo di un uomo di cinquanta anni con una moglie rassegnata, una figlia burina e una vita noiosa. Ma a sconvolgere la routine arriva Cecilia, ventotto anni, un ciclone di vitalità ma soprattutto una vera bellezza.
«Per la prima volta non sono un borghese ma un proletario», dichiara divertito, «e per me è stata una esperienza nuova».
Ma nella vita reale ci vorrebbe un Manuale d'amore? Probabilmente sì.
«Oggi l'amore diventa un affare difficile», ammette, perchè nessuno più pensa che sia una cosa importante, una cosa a cui dedicarsi con impegno, quasi un lavoro».
Ma loro, le ragazzine che aspettano ancora che Scamarcio esca improvvisamente fuori come un coniglio bianco dal cilindro, forse lo sanno cosa vuol dire dedicarsi con impegno ad un amore. Seppure platonico e adolescenziale.

Alessandra Lotti 13/01/2007 18.06