Il jazz di Paolo Fresu a Sulmona

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3896

SULMONA. Domenica 14 gennaio alle 17:30, presso il Teatro Comunale Maria Caniglia di Sulmona, si terrà un concerto jazz dal sapore molto invitante: protagonisti Paolo Fresu (tromba) e Giovanni Mazzarino (pianoforte), la cui performance è intitolata “Play Ballads”. Il tutto, in occasione della stagione concertistica della Camerata Musicale Sulmonese.

SULMONA. Domenica 14 gennaio alle 17:30, presso il Teatro Comunale Maria Caniglia di Sulmona, si terrà un concerto jazz dal sapore molto invitante: protagonisti Paolo Fresu (tromba) e Giovanni Mazzarino (pianoforte), la cui performance è intitolata “Play Ballads”. Il tutto, in occasione della stagione concertistica della Camerata Musicale Sulmonese.



Paolo Fresu gira spesso l'Italia con la sua musica, unendo talvolta il fascino del jazz alla suggestione letteraria: per esempio, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, ospite di “Parolenote” (rassegna che prevede racconti brevi di illustri autori, letti e musicati), Fresu ha dato prova di squisita raffinatezza, deliziando i presenti con una validissima esibizione insieme all'attore Massimo Popolizio.
D'altronde, non scopriamo certo oggi che la musica può essere anche poesia, e le belle parole possono tramutarsi in gradevoli melodie. Dicevamo che Fresu suona spesso live, come un moderno cittadino del mondo: non è un caso, allora, se un suo recente lavoro si intitola “Kosmopolites”, che – nelle intenzioni espresse sulle stesse note del disco – vuole essere la testimonianza di un “viaggio” musicale condiviso da venti anni. L'album dà proprio l'impressione di un excursus sonoro, appannaggio di tutto il quintetto che gli dà vita, fluidamente amalgamato in una sarabanda di suoni, atmosfere e dissonanze dai mille intensi, accesi colori.
Le tracce in scaletta sembrano tutte frammenti di un unico discorso, atto a guidarci in un vero e proprio “iter” che parte, appunto, con “In viaggio”, spumeggiante quanto contenuto episodio che introduce nei meandri del jazz più sanguigno, quello fatto di trombe accattivanti e spazzole suadenti. Si passa poi attraverso due “Spazi Provvisori” (cioè divisi in due parti) che danno davvero il senso di qualcosa di precario e passeggero, dove tuttavia la precarietà è serena, come fosse l'accettazione di una condizione esistenziale.
Si avverte la prossimità con “In stretta vicinanza”, dove l'idea della contiguità è data dal pianoforte che solo inizialmente “scappa” ed è fuggente, ma subito dopo si assesta, per tutto il pezzo, in una posizione di affinità e analogia con l'ascoltatore. Proseguendo nel percorso di “Kosmopolites”, ci si guarda “Negli occhi” con un assemblaggio di una profondità estrema, spostandosi, già al motivo successivo, verso le inebrianti “visioni” di “Visions”. Anche gli “Echoes” sono ripartiti in due differenti momenti, comunicando sensazioni vigorose su piani distinti. La scaletta si chiude con “Lascia ch'io pianga” di Haendel, resa con maestria e destrezza. A Sulmona Fresu metterà temporaneamente da parte il discorso del quintetto per esprimersi in una dimensione più intima, quella del duo, che promette già emozionanti tragitti musicali. Tragitti che, come ricorda il titolo dell'appuntamento sonoro, saranno incentrati su soffici e delicate ballate.
La prenotazione è obbligatoria, anche per gli abbonati, considerando che l'ingresso al concerto sarà gratuito.
Per informazioni, www.cameratamusicalesulmonese.it.

Massimo Giuliano 11/01/2007 8.48