«Vuoi dirmi che in Italia esiste veramente una regione che si chiama Abruzzo?»

Alessandro Biancardi

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Se la domanda non fosse stata fatta da una “pupa” tutta curve che ammette candidamente la sua ignoranza al “secchione sfigatello” di turno ci sarebbe da scandalizzarsi su serio (ma forse possiamo farlo lo stesso).
Probabilmente qualcuno si lancerebbe anche in aspre invettive contro un marketing territoriale che non riesce a far uscire dall'anonimato una regione di cui ancora tanti italiani ignorano la precisa localizzazione.
Fatto sta che Silvia, diplomata al liceo linguistico, aspirante sosia di Paris Hilton e concorrente del programma “La pupa e il secchione” di Italia uno, si è interrogata sull'esistenza della nostra regione.
Stesso momento di “crisi” anche quando le è stato domandato qual è il capoluogo di provincia. «Mmm… Ah, si…aspetta….quella che vola….L'Aquila!».
Forse in questo caso la nostra amministrazione non ha colpe quante quelle da attribuire al ministero dell'istruzione…

Su internet gli spettatori si domandano se l'ignoranza possa arrivare a tanto e quanto ci sia di “costruito” (in ogni caso non pare uno spettacolo che esalti la dignità dei partecipanti…).
«Non posso credere che una che sa leggere e scrivere», si legge in un forum, «non sappia che in Italia esiste l'Abruzzo! Qui ci stanno veramente prendendo in giro...Almeno fa ridere però non si può chiamare reality!»
E infatti il programma non rientra nel settore reality, ma viene definito “il primo comedy show” italiano.
Comedy perché fa sorridere? Perché, a differenza dei classici reality, i concorrenti vivono nell'agio di una super villa confortevole, non soffrono la fame e non vengono eliminati dal televoto?
O perché come una commedia tutto è “costruito” ad arte? Quanto insomma gli autori stanno premendo sull'acceleratore dell'ignoranza per far divertire e affermare lo stereotipo della ragazza bella, sexy e provocante ma senza cervello?
Che sia gioco o realtà a non tutti interessa e alla fine ci si diverte e alcuni spettatori maschili si dichiarano pronti ad assolverle «A una così
certe lacune si possono pure perdonare, no?» E tra quelli che ammettono «mi fa piangere dal ridere» ci sono anche i contrari: «E' triste usare la goffagine e l'ignoranza per fare audience» e «si stanno mettendo troppo in ridicolo, soprattutto le pupe…» scrivono due ragazze.
Nella discussione interviene anche un ragazzo: «e poi dicono che noi siamo i soliti maschilisti...ma si può andare avanti così? Per me è un programma altamente offensivo per il genere femminile...anzi no, per il genere delle belle ragazze....e del tutto fuori luogo».

Gianluca Nicoletti, giornalista e componente della giuria di qualità del
programma, si lancia sulle pagine di questo sito  in una simpatica chiave di lettura. I concorrenti sono dei veri geni, ma adesso i genitori «vorrebbero vederlo con una ragazza accanto. Una volta sarebbero andati dal parroco per fargli conoscere qualche brava ragazza da marito, oggi invece c' è il reality con le cubiste».

E le donne prestanti e istruite se la ridono…(o forse no?)

Alessandra Lotti 16/09/2006 11.06