A Venezia la conferma di Emanuele Crialese con "Nuovomondo"

Alessandro Biancardi

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SPECIALE VENEZIA. Il Flauto magico di Mozart nella edizione cinematografica di Kenneth Branagh, "Belle toujours" Manoel De Oliveria e i pèremi della settimana della critica. I film presentati ieri nella penultima giornata della 63° Mostra del cinema di Venezia. IL DIETRO LE QUINTE NEL BLOG


SPECIALE VENEZIA.


Il Flauto magico di Mozart nella edizione
cinematografica di Kenneth Branagh, "Belle toujours" Manoel De Oliveria e i pèremi della settimana
della critica. I film presentati ieri nella penultima giornata della 63° Mostra
del cinema di Venezia.






IL DIETRO LE QUINTE NEL BLOG






Dal nostro inviato a Venezia, Ernesto Valerio


THE MAGIC FLUTE


Mettendo Mozart in trincea non sempre bisogna sparare alla cieca. E infatti Kenneth Branagh realizza un ottimo lavoro, con il suo “The Magic Flute”, adattamento allo schermo dell'opera mozartiana
(ricordando che quest'anno è il 250esimo anniversario del grande musicista). Trincea, perchè? Perchè il tutto è stato contestualizzato in uno scenario da prima guerra mondiale, con trincee e soldati, con Pamino in divisa e Papageno addetto a i gas tossici con canarini e pappagalli.
Ne è uscita una pellicola che sottolinea tutti gli elementi drammatici dell'opera originale.
«L'overture o l'entrata in scena della Regina della Notte sono decisamente drammatici», ha sottolineato il regista, sottolineando anche che il contesto bellico non voleva solo dare un velo di attualità, ma creare «uno sfondo epico che mi è sembrato perfetto per la mia interpretazione».
Un ottimo vademecum per chiunque voglia vedere, o realizzare, un classico nella sua ottima, senza snaturarne la forma, il contenuto e l'immortalità.



BELLE TOUJOURS
 


Anche Manoel De Oliveria ha un omaggio da fare in questo 8 settembre veneziano, non per Mozart ma per un altro grandissimo: Luis Bunuel, regista del cult movie “Belle de jour”. E infatti con “Belle toujours” De Oliveira fa vivere nuovamente due personaggi di quel film, a 38 anni di distanza dal lavoro di Bunuel. La trama è incentrata sul segreto che Michel Piccoli porta con sè, l'aver rivelato al marito di Bulle Oiger (con Bunuel invece sullo schermo c'era la Deneuve
il suo passato tradimento.


Un ricordo ed un omaggio ben riusciti, che hanno fatto certamente felice il pubblico in sala (per l'occasione, tra gli altri, anche Mario Monicelli e Fausto Bertinotti) e reso il giusto tributo ai due registi, De Oliveira e Bunuel,
troppo spesso lasciati nel dimenticatoio.



Made in Italy.

(Il cinema italiano conferma di avere un grande regista: Emanuele Crialese.
Dopo il bellissimo “Respiro”  del 2001, è sbarcato al Lido di Venezia “Nuovomondo”, una storia in tre atti (patria, viaggio, nuovo mondo) che racconta l'immigrazione italiana, per la precisione siciliana, negli Stati Uniti. Nel cast anche Charlotte Gainsbourg , nel ruolo di una inglese che, per motivi di ingresso negli States, si fa sposare dal protagonista, Salvatore Mancuso, quest'ultimo in viaggio con i due figli e l'anziana madre. L'atto primo in Sicilia è il tipico affresco vivo usato dal regista, come in “Respiro”, che ci dipinge una terra meravigliosa ma aspra, dolce nelle forme delle ragazze ma spigolosa in quelle della terra: i piedi scalzi, la pietra in bocca, gli animali e le case in pietra, il sole e il mare immensamente grandi rispetto all'uomo, i volti scavati e la mani callose. Un “Vanga e latte” dei giorni nostri, in Sicilia. Azzeccatissime anche le scene in cui Mancuso immagina, sogna, la nuova terra fatta di alberi di monete e fiumi di latte, in cui si troverà a nuotare con la mente, in compagnia della Gainsbourg
e di una carota gigante. L'Italia ha un suo Leone del cinema, che sia d'Oro o
meno ora è pura formalità. La candidatura popolare c'è, ora la parola alla
giuria.


Anche il film di chiusura della settimana della critica è un prodotto italiano: “La rieducazione”, dei registi Davide Alfonsi, Alessandro Fusto, Daniele Guerrini e Denis Malagnino. In arte, Amanda Flor, collettivo di Tivoli. Un film indipendente che, “narra la leggenda”, sia costato solo 500 euro. Che sia di più o di meno, non conta, visto che il film denota ottime potenzialità del gruppo: nonostante una storia all'apparenza semplice (un neolaureato ingenuotto non ha lavoro e il padrone lo manda in un cantiere per farsi le ossa e conoscere la vita), il risultato è un bel quadro di una generazione, di un mondo di precari in lotta, di eterni Peter Pan e del muro che si trovano contro un bel giorno, delle difficoltà del lavoro e di un padre, dai metodi severi ma giusti. Primo episodio della trilogia “Il ciclo dei finti”, è un ottimo punto di partenza che speriamo non sia fine a se stessa.

ULTIMO GIORNO IN ATTESA DEI VERDETTI
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In attesa delle cerimonia finale di stasera, con l'assegnazione del Leone d'Oro
della sessantatreesima edizione della Mostra del Cinema, non si fermano le
proiezioni al Lido.



“OSTROV – THE ISLAND”, DI PAVEL LOUNGUINE


(Nella foto)

Storia dai tratti e contenuti fortemente “russi”, con protagonisti gli uomini e le loro singole storie, senza mai dimenticare o banalizzare il contesto, la Storia (con la S maiuscola), le forze maggiori. Il vecchio monaco Anatoly vive la sua vita in un'isola, con altri monaci, dopo essersi salvato nel 1942 dall'assalto tedesco al rimorchiatore dove prestava servizio. Nonostante le sue doti profetiche e di guaritore, vive in un profondo senso di peccato, che fa sfiorare ogni suo comportamento alla follia. Cosa cova nel suo cuore, quale il peccato che lo porta a tanto dolore, a sentire il cuore sanguinare? Lo si apprende nei primissimi minuti del film e lo si sentirà in ogni fotogramma.
Lounguine dà vita ad una storia che fonde destino del singolo a quello politico
e sociale della Russia degli anni '70, con una attenta riflessione sull'animo
umano: “la società ha bisogno di pensare all'eternità, al peccato e alla
coscienza”.



"QUIJOTE”, DI MIMMO PALADINO

con Beppe Servillo, Alessandro Bergonzoni , Remo Girone e Lucio Dalla (che ha curato anche le musiche).
Il romanzo di De Cervantes compie 400 anni e vive ancora nel cuore degli artisti e di tutti gli uomini. Tra i massimi esponenti della corrente della Transavanguardia, Paladino gira questa sua personale rivisitazione nel Sannio, sua terra natale, scegliendo delle locazioni fantastiche, tra il moderno e il passato, come solo poche terre nel mondo posso dare. Un film che è “simile alle scatole cinesi”, con “innumerevoli suggestioni”, rese possibili dalle singole performance. Forse un po' troppo teatrale ed esercizio di stile per la media veneziana, ma un'ottima occasione di ricordare un grande libro, di una attualità imbarazzante. “Il folle non è folle, la pazzia è altrove”.


IN ATTESA DEL LEONE.


Assegnati già altri premi “collaterali”. Tra i più importanti, quello a Dito Montiel, “A guide to recognizing yours saints”, premio della Settimana della Critica, pellicola premiata anche da Isvema, cioè la giuria del sindacato nazionale dei Critici Cinematografici; il primo posto “Wella – Donna cinema” è stato assegnato a Micaela Ramazzotti (“Non prendere impegni stasera”), mentre il Leoncino d'Oro (assegnato dai 26 ragazzi della giuria Agiscuola) è andato a “Ejforija – Euphoria” di Ivna Vyrypaev. La Federazione Italiana dei Cineclub ha invece scelto “Nuovomondo” di Crialese come vincitore.

09/09/2006 13.11





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