L’architettura fascista abruzzese in un volume presentato oggi a Sulmona

Alessandro Biancardi

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L'evoluzione urbanistica, architettonica e politica nell'Abruzzo del fascismo, ma anche i legami della regione con gli architetti di fama nazionale, che hanno firmato opere come il centro turistico del Gran Sasso, la Casa dello Sport di Teramo, la Casa del balilla di Pescara ed il campo Sportivo dell'Aquila sarà commentata dall'assessore all'Urbanistica, Franco Caramanico, in occasione della presentazione del volume "La costruzione del regime", scritto da Raffaele Giannantonio, architetto e professore della facoltà di Architettura dell'Università "d'Annunzio" di Chieti e Pescara.
Il volume, che consta di 856 pagine arricchite con illustrazioni (edizioni Carabba), dà largo respiro e sistemazione organica all'attivismo delle amministrazioni locali ed alla forza visionaria del Partito-Stato.
L'Abruzzo del Ventennio, secondo la ricostruzione dell'Autore, appare ben diverso dalla "periferia architettonica" fin qui proposta, e la ricchezza degli episodi narrati rivela una trama di legami insospettabili.
La manifestazione, prevista per oggi, venerdì 30 giugno, alle ore 18.00, nella città di Sulmona, (Grancia dei Celestini, corso Ovidio 13), vedrà confrontarsi sugli orientamenti, i valori e la qualità delle scelte operate durante il regime in Abruzzo, il presidente della provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, il deputato, Paola Pelino, il sindaco di Sulmona, Franco La Civita, i professori Lorenzo Bartolini Salimbeni (Università d'Annunzio) e Mario Pisani (II Università di Napoli) e, infine, il presidente della Editrice Carabba, Antonino Serafini. Il coordinamento del dibattito è affidato a Franco Farias, giornalista Rai.

30/06/2006 8.33