Bellocchio con ‘Il regista di matrimoni’ oggi al Flaiano

Alessandro Biancardi

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Sabato 24 giugno il Flaiano Film Festival propone al Cinema Massimo in Sala 1 alle ore 20,45 in concorso l'ultimo film di Marco Bellocchio, interpretato da Sergio Castellitto, “Il regista di Matrimoni”: un regista, Franco Elica, è messo in crisi dal matrimonio della figlia con un fervente cattolico e dalla necessità di dover girare ancora una volta una versione dei Promessi sposi. Decide così di partire per la Sicilia alla ricerca dell'ispirazione che sembra aver perso. Lì ritrova un suo amico di vecchia data, anche lui regista, che si spaccia per morto nella speranza di raggiungere la fama che finora gli è stata negata. Incontra anche un uomo che vive realizzando le riprese dei matrimoni. Conosce anche il principe Gravina di Palagonia, un nobile spiantato che gli propone di dirigere le riprese del matrimonio della figlia Bona. Franco si innamora subito della giovane e bellissima ragazza e si propone di riuscire a evitarle di contrarre un matrimonio di convenienza.

Alle ore 18,45, sempre in concorso “Le mele di Adamo” di Anders Thomas Jensen: Adam, un giovane convinto neonazista, viene condannato a svolgere servizio sociale di riabilitazione. Suo compito è quello di assistere Ivan, il sacerdote di un piccolo centro. Ivan chiede ad Adam di cucinare una torta con le mele dell'albero che cresce dinanzi alla chiesa. Nel frattempo, però, la natura si accanisce contro l'albero: uccelli, vermi e lampi lo attaccano rovinandone i frutti. La concezione del mondo dei due uomini si scontra: Ivan crede che sia il Diavolo che li vuole mettere alla prova, invece Adam – convinto che l'Inferno e il Paradiso neppure esistano – è convinto che sia opera di Dio.

Fuori concorso alle ore 22,45 il film di Mohsen Makhmalbaf, “Sesso e filosofia”: per il suo cinquantesimo compleanno John, un insegnante di danza decide di riunire le sue quattro amanti, dando loro appuntamento nello stesso luogo.

In Sala 2 alle ore 18,30 per scrittura e immagine è la volta del sudafricano “U-Carmen eKhayelitsha” di Mark Dornford-May: una Carmen ambientata in un quartiere degradato di una città del Sud Africa, Khayelitsha, fatto di vecchie fabbriche, depositi abbandonati, case poverissime.

Alle ore 20,45 “Ogni cosa è illuminata” di Liev Schreiber: Alex, un ragazzo americano di religione ebraica, un giorno, dopo aver ascoltato tante volte suo nonno raccontare storie della guerra
e della follia nazista, decide di partire per l'Ucraina per andare a cercare l'uomo che un giorno di sessanta anni prima ha salvato la vita a suo nonno. Cosa succede se le sole persone in grado di capirlo un po' nel villaggio - un suo quasi coetaneo e suo nonno “cieco vedente” accompagnato da un cane psicopatico - parlano un inglese bislacco e incomprensibile? Alex intraprende il viaggio che lo porterà a comprendere l'importanza della memoria e l'assurdità dell'olocausto, la funzione dell'amicizia e il valore dell'amore.

Alle ore 22,45 “L'ultimo metrò” di Francois Truffaut: nella Parigi occupata dai nazisti – dove, partito il metrò delle 20,30 scatta il coprifuoco, ma la gente non ha perso, malgrado tutto, nè la voglia di far teatro, nè quella di andarci – il piccolo Thèatre de Montmartre è alle prese con l'allestimento di una commedia norvegese. Il suo direttore, ebreo, ha fatto credere d'essere fuggito in America e d'aver affidato le sorti della compagnia e del teatro a sua moglie Marion, che ne è anche la prima attrice, e al suo fidato collaboratore, il regista Jean-Loup Cottins.

In Sala Tre alle ore 18,45 omaggio a Camerini con “I promessi sposi”: la vicenda ha inizio con l'intimazione a Don Abbondio di non celebrare il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Di qui comincia la lunga serie di sventure che si accaniscono contro i due giovani promessi sposi.

Si prosegue alle ore 20,45 con il noir italiano “La cura del gorilla” di Carlo A. Sigon, con Claudio Bisio, Stefania Rocca, Ernest Borgnine: Sandrone, detto Gorilla, è un ragazzo che soffre di sdoppiamento della personalità: una bonaria cialtrona e ironica, e l'altra - il ‘Socio' - razionale, fredda e violenta.

Si termina alle ore 22,45 con il messicano “Y tu mama tambien” di Alfonso Cuaron: Tenoch e Julio hanno diciassette anni e sono amici per la pelle. Un giorno decidono di intraprendere un viaggio in macchina per raggiungere la spiaggia di “Boca del Cielo” insieme a Louisa, una bella ragazza spagnola di ventotto anni. Lei è sposata e all'inizio rifiuta di seguirli, poi dopo aver ricevuto delle brutte notizie, li rintraccia perchè vuole cambiare aria. Insieme faranno un viaggio che li porterà verso l'età adulta.

24/06/2006 11.02