"Le mie cattedrali", la mostra di Gabriella di Venanzio

Alessandro Biancardi

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1993

PESCARA – Gli appuntamenti alla fondazione “Pescarabruzzo” sono giunti alla trentunesima edizione.
L'incontro di ieri ha visto in scaletta la lettura di opere di poeti classici, un concerto musicale curato dal pianista Domenico Pugliese e dai flautisti, Andreas Michaelides e Martina Ciarma i quali hanno eseguito musiche di Schumann, Kohler e Schubert e una mostra delle opere della ceramista e pittrice, Gabriella Di Venanzio Salvioni.
Gabriella Di Venanzio, originaria di San Valentino, ha esposto una decina di opere frutto della sua ultima ricerca espressiva: miniature rappresentanti gli interni, i rosoni e le facciate delle maestose cattedrali francesi di matrice gotica.
L'amore per la cultura francese e in particolar modo per l'espressione gotica, nasce dall'esperienza formativa della ceramista abruzzese; una volta conseguita la laurea in lingua e letteratura straniera all'Università “d'Annunzio”, Gabriella Di Venanzio, vive per un lungo periodo a Parigi, dove diventa lettrice d'italiano e frequenta la facoltà di lettere a “La Sorbona”.
Qui assorbe le poliedriche valenze culturali offerte dalla città d'oltralpe ricca di stimoli e di ambienti prestigiosi nel campo dell'arte e della cultura in genere.
Le cattedrali presentate, sono il risultato di una grand'abilità tecnica affinata negli anni e uno spirito creativo innato dell'artista abruzzese. Le miniature rappresentano la singolare e inedita fusione tra la tecnica della ceramica e quella degli smalti a caldo: due pratiche artistiche che richiedono conoscenza dei materiali e del modo in cui questi, devono essere trattati durante la cottura negli altiforni. Il risultato ottenuto offre impalpabili venature, giochi di luce e creativi movimenti di elettroni e protoni i quali animano compenetrazioni di vetri surriscaldati e particolari tonalità abbandonate a composizioni casuali.
L'abilità della Di Venanzio è stata quella di estrapolare, dai grandi esempi del gotico, scorci e particolari poetici. La cattedrale, segno di rinascita da un periodo buio, rappresenta il potere della Chiesa e la potenza della fede di cui è particolarmente intriso lo stesso animo dall'artista abruzzese: fede che ha saputo trarre dalle cattedrali la lux mirabilis, ovvero la meravigliosa luce che filtra dalle vetrate; elemento indispensabile per il fedele che vuole ascendere alla visione di Dio. La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 23 giugno prossimo dalla 10.30 alle 12.30 (escluso il sabato) al primo piano de La Maison des Arts della fondazione “Pescarabruzzo”.
Ivan D'Alberto 12/06/2006 14.58