Inaugurata a Teramo le mostre di Ciro Canale e Silvana Abruzzese

Alessandro Biancardi

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TERAMO – “La luna e la follia” “…e ancora, bianco su nero o nero su bianco?”, così s'intitolano le due mostre personali di Silvana Abruzzese e Ciro Canale, inaugurate il 22 maggio scorso presso le sale espositive del comune in questione.
La mostra è stata organizzata dall'associazione culturale “Teramo Nostra”, rappresentata dal Presidente, Piero Chiarini il quale, si è mostrato più che soddisfatto sia dei due percorsi creativi proposti, che per l'affluenza dei visitatori i quali, col passare dei giorni, giungono sempre più numerosi.
La manifestazione si concluderà domenica 28 e rappresenta per Teramo, un importante traguardo; entrambe gli artisti, infatti, propongono il risultato di un lungo periodo di ricerca. Silvana Abbruzzese, depuratasi da quella fase formativa che ha caratterizzato la sua produzione iniziale, proietta la sua ricerca espressiva verso moduli pittorici personali e inediti infarciti di una visione classicheggiante individuabile nella monumentalità delle figure, degli elementi anatomici e del formato delle opere ma anche, nell'eleganza dei tratti somatici dei suoi personaggi e nell'utilizzo della luce.
L'aspetto caratterizzante della mostra dell'Abbruzzese è la sequenzialità progressiva o la combinazione su più livelli delle opere; questa scelta pone l'artista teatina tra una visione estremamente contemporanea e una più arcaica determinata da espressioni figurative: frammenti archeologici provenienti dal mondo ellenico. A corredare l'esposizione dell'Abbruzzese un sottofondo musicale in cui si riproducono i suoni della natura e melodie antiche.
Ciro Canale, invece, continua a chiedersi se è ancora, bianco su nero o nero su bianco. La risposta è nell'anima di chi osserva il quale, attraverso la propria sensibilità sceglie una delle due soluzioni. Una domanda che incute timore e, soprattutto, riflessione; ed è proprio quest'ultimo aspetto che, il più delle volte risulta latitante, limitando il contatto tra fruitore dell'opera e il mondo cui l'opera appartiene.
Canale trasporta l'osservatore in un “pentagramma visivo”, scandito da pieni e da vuoti, da rettangoli neri e da rettangoli bianchi screziati di nero e viceversa.
Ogni singolo quadro è disposto secondo un ordine preciso, secondo una nuova grammatica visiva nella quale, ogni linea e ogni combinazione, rappresentano l'espressione sintattica di un linguaggio neominimalista che origina, nell'ultima fase, un singolare risultato fumettistico. È il fumetto, infatti, ad emergere nel percorso creativo dell'artista pescarese il quale, vede la sua arte come radiografia dell'anima o meglio, come radiografia dalla sua anima. Il personaggio principale rappresentato nella sua scansione fumettistica altro non è, che un giovane Canale il quale ricorda, con emozione, un lontano periodo della sua vita. A rendere le due esposizioni ancora più complete, è il catalogo della mostra curato dal maestro Andrea Carnemolla. La mostra ad ingresso libero è aperta dalle 18.30 alle 20.30.
Ivan D'Alberto 26/05/2006 8.29