Parigi val bene una mostra: dalle vacche (senza stalla), alle stelle

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

862

Parigi val bene una mostra: dalle vacche (senza stalla), alle stelle
  LE VACCHE  A "SPASSO" PER PARIGI


VEDI IL RACCONTO FOTOGRAFICO



PARIGI. Dopo le mucche che hanno invaso Parigi, si potrebbe credere che nulla più possa disorientare il parigino o l'accorto turista, che, guida alla mano, si aggira per il centro città della capitale francese.
Niente di più sbagliato.
Stavolta si tratta di stelle cadute dritte dal cielo, che fanno bella mostra di se nella piazza antistante il palazzo del municipio.
Sono 25 stelle tridimensionali, grandi all'incirca tre metri, in alluminio, sono state affidate a 25 artisti europei che le hanno interpretate a loro modo.
L'esposizione, iniziata il 9 maggio e che terminerà il 14, raccoglie consensi e divertiti commenti tra i passanti ed i turisti. E la cosa non stupisce.

GLI ARTISTI E LE LORO STELLE Ognuno dei 25 artisti interpreta la stella, simbolo dell'Europa in una maniera diversa ed originale, spesso con
connotazioni politiche, di commento o di censura, o, semplicemente, come nel caso della stella decorata da Marko Maetamm, estone, che si chiama “Tallin”, lo scopo dell'artista è semplicemente quello di divertire, con tratti stilistici convincenti ed umoristici.
Si diceva degli aspetti politici dell'europa, ed arriva Padraig Timoney, irlandese, con la sua stella “salute e sicurezza”. Aspetti critici che vengono messi in luce con protezioni in gommapiuma sugli angoli vivi della stella, ma anche sugli angoli ottusi, a richiamare una legislazione europea, per l'autore, a volte inutile ed ingombrante.
Politico è anche il messaggio lanciato dal collettivo El Perro, gruppo di artisti spagnoli, che con la loro “monument”, stella semplice a cui è stata aggiunta una luna, invitano a riflettere sul ruolo dell'islam e dei musulmani all'interno dell'Europa. Attento al sociale, ed alla ricerca della più vasta comprensione tra i popoli è Grzegorz Klaman, che con la sua stella “Libertà, Eguaglianza, Fraternità, Solidarietà” il cui titolo è inciso in rilievo sulle tre facce della scultura, in francese, arabo ed in alfabeto braille. Una stella spoglia di decorazioni, ma da toccare, come se si fosse diventati di colpo ciechi. Espolosione di colori e di forme invece per Eleni Christodoulon, greca, e la sua “vitruviano, con i cinque elementi della tradizione greca ( fuoco, aria, terra, acqua, spirito ). La stessa energia positiva, con i suoi colori e la sua scelta tipografica che ricorda i cartelloni pubblicitari la da Irene Hug, tedesca, con la sua stella “tre risposte a tre domande importanti” : da dove vengo?chi sono?dove vado? L'artista ci fa sapere, mischiando francese e tedesco, viaggiando nell'Europa, che lei viene da Berlino, che è un'artista, e che va a Marsiglia. Sullo stesso tono, ludico, Mark Mangian, maltese, installa una stella rosa rotante, “turning Star”, che sembra uscita da un cartone Disney.

TRA IL MINIMALISMO E LA POP ART L'artista di casa, il francese Nicolas Chardon sceglie le linee dritte ed i forti contrasti tra bianco e nero per decorare la sua stella. Più caotica è Anna Jermolaeva, austriaca, che con “ricordi dei 25” riempie tutta la superficie della sua stella con souvenirs, ricordi appunto, dei paesi membri, immagini facilmente identificabili e dal forte impatto visuale. Per uscire dal visuale, ed entrare nel minimalismo, Sawas Christodoulides, cipriota, interpreta “un flusso di utopia che irradia dalla stella”, la sua “Opera, fascio di proiezioni” è composta da raggi e fasci di colori che escono ed entrano dalla struttura classica. Tra le modificazioni, le reintrepretazioni più massicce del significato, del simbolo comune, spicca
Alex Frost, un artista britannico di Glasgow, che con la sua “Maverick” costruisce un mosaico all'esterno della stella, che ingloba la stessa. Mosaico grande ed imponente, ma delicato, dove la tensione dei pezzi tiene unito l'insieme. Mosaico che non può non richiamare l'Europa, con la sua grandezza apparente, e la sua fragilità, reale, o quantomeno, possibile.

IL MESSAGGIO È spesso questo il messaggio che gli artisti lanciano, la necessità di fermarsi e riflettere sulla costituzione stessa dell'Europa, di questo universo all'interno del quale le genti circolano liberamente, le idee valicano frontiere ormai desuete. Un messaggio, che se a volte, per la sua eccessiva ricercatezza può sembrare nascosto al grande pubblico, questa volta, qui a Parigi, sembra aver colpito favorevolmente i visitatori di questa esposizione temporanea.

Alessio De Laurentiis 13/05/2006 9.54