Il fenomeno letterario di Amélie Nothomb

Alessandro Biancardi

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  Nonostante sia uscito da qualche mese, “Acido Solforico”, continua a far parlare di sé e della sua autrice, Amélie Nothomb. Una occasione per mettere a fuoco uno dei personaggi più curiosi, stimolanti e letti di questi ultimi, belga ma giapponese di nascita e francese d’adozione.    

 


Nonostante sia uscito da qualche mese, “Acido Solforico”, continua a far parlare di sé e della sua autrice, Amélie Nothomb. Una occasione per mettere a fuoco uno dei personaggi più curiosi, stimolanti e letti di questi ultimi, belga ma giapponese di nascita e francese d'adozione.


 


 


Scriveva Oscar Wilde: «Tutti uccidono coloro che amano». Le parole dello scrittore inglese sono la perfetta sintesi delle opere di
Amélie Nothomb , una delle migliori scrittrici contemporanee e allo stesso tempo l'ultima delle vere e misteriose dive della scrittura.
I suoi libri sono una collezione di persone disadattate, brutte, antiestetiche, obese, assassine… chi più ne più ne metta: e tutti questi protagonisti tendono a demolire ciò che amano, in un perverso gioco per far crollare, esteticamente o psicologicamente, chi hanno di più vicino nella vita.
Come Epiphane Otos, protagonista di “Attentato”, personaggio di una bruttezza estrema che vede disintegrarsi la sua amicizia con la bella attrice Ethel, dopo averle dichiarato il suo amore: Ethel, infatti, fugge via da lui inorridita dopo aver coltivato, per qualche tempo, un'amicizia su una curiosa tenerezza, che forse celava un po' di umana pena. È il trionfo della banalità dei rapporti basati sulla sola apparenza estetica: il metro di giudizio, tanto povero quanto purtroppo gettonato, dei rapporti (non solo affettivi) di oggi.
O come, la protagonista di “AntiChrista”, che demolisce proprio la coetanea, per l'appunto Christa, che si era avvicinata a lei, ragazza solitaria, misantropa e poco avvezza ai giochi della sua età (16 anni), per plagiarla e sfruttarla.
La perdita di quello spazio vitale che era la sua solitudine (“l'infelicità serve a qualcosa: io, per esempio, avevo […] la mia stanza e il mio diritto alla lettura”) farà scattare la molla a che riuscirà a farle sconfiggere il “mostro”, salvo poi crollare alla fine, proprio a causa di quella solitudine, e rendersi conto di quanto abbia subito l'influenza della sua “anti”Christa.
Uno stile immediato, fluido e coinvolgente che fa letteralmente divorare i suoi libri: facilitati anche dalla consistenza limitata, le opere della Nothomb si leggono in poche ore, rispecchiando perfettamente la frenesia trasmessa dalle
pagine. Uno studio della sua infanzia (anoressia, alcolismo, fascino del Giappone, rapporto strettissimo con la sorella) può far capire ancora meglio il perché delle sue scelte, delle sue storie e dei suoi personaggi: «in tutti i miei libri, il cuore dell'indagine è il mistero dell'essere umano nei suoi rapporti con i propri simili».
Il vero mistero è lei, con le sue relazioni passate e future, che contribuiscono a creare l'alone di divismo ed enigma che stanno creando una vera e propria autorità letteraria, creando folle di seguaci in tutti e 31 i paesi in cui le sue opere sono state tradotte; non si parla infatti a torto di “Nothombophiles”, il gruppo di veri e propri seguaci che ha in Francia, pazzi di lei e delle sue creature cartacee. E siamo consapevoli che conoscerla e leggerla è il primo atto d'amore che porta ogni appassionato lettore a metterla tra le grandi di oggi, preparandole un posto nella storia della letteratura.
Da qualche mese in libreria il suo ultimo successo, edito come sempre in Italia da Voland, “Acido Solforico” : romanzo breve che estremizza, in una condanna senza pari, il mondo della televisione.
Infatti, la storia dei protagonisti ha come sfondo “Concentramento”, reality show che richiama i lager nazisti, dove i partecipanti subiscono torture e umiliazioni, rigorosamente in diretta tv. Senza soffermarsi su una analisi critica, che rispecchia il perfetto stile “nothombiano” prima descritto, il plauso maggiore va fatto alla disinvoltura con cui un tema tanto delicato come la Shoah viene ripreso, visto che in passato ogni volta in cui è stato fatto protagonista ha creato numerosissime polemiche o fastidiose banalizzazioni.

Ernesto Valerio 04/05/2006 8.56