La "Settembrata abruzzese" a Rosciano

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1414

Il calore della poesia dialettale per raccontare la Passione di Cristo. Il comune pescarese da sempre votato al recupero delle proprie tradizioni
«La ventottesima edizione della Via Crucis promossa dall'associazione culturale “Settembrata Abruzzese”, torna a proporre attraverso la terribile narrazione della Sacra Scrittura e la meditazione del poeta dialettale, la sofferenza esemplare e salvifica della Passione e Redenzione del Cristo per il cammino dell'umanità». Così Marcello De Giovanni, presidente dell'associazione, apre il libretto consegnato in occasione del terzo appuntamento delle “Via Crucis” che si sono svolte venerdì pomeriggio alle ore 19, presso la chiesa madre dell'Assuntissima Beata Vergine Maria di Rosciano.
L'evento ha raccolto in chiesa moltissimi fedeli ma anche appassionati e studiosi della poesia dialettale che, negli ultimi anni, è diventata espressione culturale da difendere, riscoprire, rivalutare e coltivare. Il linguaggio dei nostri padri, rappresenta il punto di partenza per ritrovare le proprie radici e la propria identità culturale, soprattutto oggi dove il pessimo dialogo tra le religioni e le civiltà rischiano di determinare forti incomprensioni. La Passione di Cristo, raccontata in maniera itinerante attraverso, l'arte, la letteratura e la religiosità della “Settembrata Abruzzese”, aiuta a rigenerare quella sinergia tra la lingua materna e la dignità umana della gente d'Abruzzo. A credere in questo strumento di dialogo è l'amministrazione comunale di Rosciano che, da sempre, si fa promotrice del recupero delle proprie tradizioni. In prima fila in tal senso l'Assessore alla Cultura Antonio Mezzanotte il quale ha dichiarato: «Ancora una volta Rosciano è stato il palcoscenico sul quale i poeti abruzzesi hanno cantato la Passione di Cristo nella lingua degli avi, ossia in quella “bella parlatura paesane, fresche gne l'acque de le funtanelle”, che già “nonna Carmela de Rusciane insegnava ai suoi tempi»..
«La poesia dialettale», ha continuato l'assessore, in particolare nei centri dell'entroterra, «è testimone di un modo di sentire la vita e la realtà demistificata dai modelli offerti dalla società dei consumi, quindi a maggior ragione deve essere conservata e ritenuta un dono che non ha prezzo». Rosciano però non è la prima volta che propone questo genere di manifestazione, infatti, per tutto il periodo autunnale e invernale con scadenza settimanale, presso il centro culturale “La Panarda”, sono stati realizzati incontri con poeti dialettali proprio per mantenere sempre vivo un aspetto fondamentale del nostro essere abruzzesi.
Ivan D'Alberto

25/03/2006 10.50