"Un bestiario immaginato" la mostra di Gabriella Albertini a Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Presentato al Museo delle Genti l’ultima mostra della pittrice pescarese. Incisioni e dipinti raccontano il valore trascendentale degli animali
«“Gli animali sono la metafora della libertà”. Dal concetto di libertà, grande aspirazione di ogni uomo, forse, l'insieme dei contenuti che hanno portato a osservare gli animali con grande attenzione.
Spesso belli nella forma e nei colori del pelo e delle penne, essi hanno percorso insieme all'essere umano la strada che viene da lontano quella che dai tempi primitivi giunge all'inquieto presente […]».
Questo l'incipit introduttivo dell'elegante catalogo che, accompagna, l'ultima mostra della pittrice pescarese Gabriella Albertini.
Esposizione intitolata “Un bestiario Immaginato”, inaugurata il 16 Marzo nel “Bagno Borbonico” presso il Museo delle “Genti d'Abruzzo” in via delle Caserme.
“Un Bestiario Immaginato” rappresenta la doppia ricerca che l'Albertini ha sviluppato sia in ambito grafico, con pitture e incisioni, sia in ambito letterario, con lo studio di documenti storici e opere d'arte antiche per individuare il significato simbolico e non, dei protagonisti che, da sempre, animano la natura fatta di terra, aria e cielo.
Il bestiario rappresenta uno strumento utile per inquadrare il mondo animale nella dimensione allegorica che, spesso, accompagna il mondo dell'arte e della letteratura.
I migliori esempi di bestiari ci arrivano dal medioevo quando uccelli, rettili, pesci e mammiferi assumevano significati trascendentali.
Il bestiario dell'Albertini prende in considerazione animali come la lumaca, simbolo di resurrezione, il serpente, simbolo del vizio e del male e il fenicottero rosa espressione della trasmigrazione dell'anima che, dalle tenebre, passa alla luce eterna.
Da un punto di vista esclusivamente pittorico, la mostra dell'Albertini si presenta come un trionfo di colori, luce ed emozioni dove, al piacere dell'impalpabilità delle sue figure, si passa all'eleganza e alla raffinatezza delle linee e delle dimensioni oniriche in cui i suoi protagonisti si muovono con movenze teatrali.
Cigni, draghi, pesci e uccelli, raccontano un universo delicato e celestiale di un artista che, della sua arte, ha fatto un messaggio d'amore e di pace.
La mostra ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 30 marzo prossimo, nell'orario 9.13 il lunedì e il sabato, 15.30-18 il martedì e il giovedì è 16-18 la domenica.
Ivan D'Alberto 22/03/2006 8.26