L’Abruzzo delle streghe, dei riti e dello stramonio del demonio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Negli antichi riti medioevali si faceva uso di potenti allucinogeni naturali. Le leggende della nostra regione raccontano dell’uso delle “viole delle streghe” una consuetudine che non è scomparsa ma che spesso si sostituisce alle più comuni sostanze stupefacenti.

ABRUZZO. Negli antichi riti medioevali si faceva uso di potenti allucinogeni naturali. Le leggende della nostra regione raccontano dell'uso delle “viole delle streghe” una consuetudine che non è scomparsa ma che spesso si sostituisce alle più comuni sostanze stupefacenti.


Da racconti delle nostre nonne in Abruzzo, la mia attenzione si è soffermata sulla storia d'incontri nell'interland abruzzese dove “gente nuda ballava, girava, gridava, per poi raggiungere uno stato d'impotenza”. Tutto avveniva nelle campagne abruzzesi. Bisognava stare lontani da quei luoghi: c'erano le streghe, che con i loro riti “faceva impazzire la gente”. Le streghe preparavano unguenti che permettevano loro i voli notturni, in realtà “viaggi” psichici. La catalessi delle streghe che piombavano in un letargo misterioso, in cui trovavano aspirazione e timori collettivi.
Cosa si nascondeva dietro questi riti?
Quali erbe assumevano per diventare “pazzi”?
Perché l'irreale, la magia fa paura perfino ai ricordi?
Le nostre nonne ne stavano lontane, le spiavano, ammonivano le proprie figlie ma, la memoria ancora oggi resta in tutto il suo mistero.
Portando avanti la ricerca, scoprii che assumevano delle “campanelle bianche”, ricche all'interno della regione. La risposta: lo stramonio, del genere Datura.

Il passato ritorna magicamente e tragicamente a rilevare le nuove tendenze della nostra società, con il rischio di gravi ripercussioni per la salute dei giovani.
Le origini dello stramonio, dall'America centrale, dove gli Aztechi ne utilizzavano le foglie e semi nel corso di riti religiosi, fino a noi, in Europa.
Parliamo di “Datura stramonium”, «la yerba del diablo», «la viola delle streghe».
Una pianta molto velenosa a causa dell'elevata concentrazione di potenti alcaloidi, presenti in tutti i distretti della pianta e principalmente nei semi.
Ha proprietà narcotiche, sedative, ed allucinogene, utilizzate sia a scopo terapeutico che nel rituale magico-spirituale dagli sciamani di molte tribù indiane e, in passato, anche dai druidi e dalle “streghe” europee.
Le streghe ormai, si sa, sono tornate di moda ed anche la tradizione abruzzese è piena di leggende.
L'idea che le donne fossero soggette a cedere alla tentazione del maligno deriva dalla profonda misoginia insita nella cultura medioevale. Le donne che erano particolarmente colpite dall'accusa di stregoneria erano le levatrici, le bambinaie, le cuoche e le guaritrici, donne che in genere potevano avere delle competenze e conoscenze particolari, quali l'uso delle erbe per la preparazione di unguenti e rimedi.
La caccia alle streghe iniziò nel‘400, e si intensificò nella seconda metà del ‘500. Ebbe rilevanti specificità regionali.
Alla fine del XVIII secolo la caccia alle streghe appartiene definitivamente al passato. La stregoneria è però, ancora un fatto attuale, come ricordano le vecchie di paese. Ancora oggi ci sono donne in Abruzzo che usano le erbe per togliere malefici o per creare legamenti d'amore.
Quante streghe esistono ancora in Abruzzo?
A Picciano nel Museo delle Arti contadine, nel 2004 è stata dedicata una mostra alle streghe, in un ambiente magico e misterioso. Tra le tante erbe che loro si tramandavano, di generazione in generazione anche lo stramonio.
Nei ruderi, nelle macerie e sotto i muri crescono in ogni angolo d'Abruzzo.
Lo stramonio cresce anche nelle regioni subtropicali e nei climi temperati ed è diffuso in America, Asia, ed Europa. In Italia, questa specie si trova naturalizzata in tutte le regioni, dalle pianure alle zone sub-montane, dove crescono negli incolti, vicino ai ruderi e nei margini delle strade e non è considerata legalmente droga perché non inserita nelle tabelle degli stupefacenti del Ministero dell'Interno. La sua pericolosità però è accertata e documentata. Gli effetti di un'assunzione incontrollata possono essere micidiali se associate ad alcool e psicofarmaci. Ingeriti bloccano le terminazioni nervose simpatiche del cuore e del cervello, dei muscoli lisci e delle ghiandole. Dalle allucinazioni, deliri, convulsioni a disturbi gravi della vista fino alla perdita di coscienza e morte.
In tempi passati era usata per il suicidio e l'omicidio.
Molte persone inesperte, tossicodipendenti o curiosi sono morte tentando di drogarsi con foglie di Datura Stramonium.
Nel 2004 uno studente universitario è stato ricoverato in preda ad allucinazioni dopo aver ingerito un centinaio di semi di stramonio. Il ragazzo ventenne, studente di giurisprudenza, è entrato in coma. La polizia nel frattempo gli aveva sequestrato in casa un vasetto contenente semi di stramonio, che lui aveva ingerito dopo aver mangiato una bistecca. Le indagini sono continuate ma, la detenzione o la cessione della pianta non è illegale. Ancora no. Si espande sempre di più questo fenomeno, anche gli spinelli allo “stramonio”.
La “Datura Stramonium” è pericolosa ed inoltre in grado di produrre febbre, dissenteria, colpi di calore, sete e sincopi. Il suo antidoto era considerato il succo di ribes.

Se le streghe sapevano, in tempi passati, dosare questa pianta tossica, considerata “la loro viola”, oggi è un potente pericolo per gli inesperti che a costo zero, provano i loro riti magici. Dalle streghe alla nostra società in totale confusione.
Racconti che potevano sembrare irreali, da storie di sette o di gruppi che si riunivano nelle campagne abruzzesi per evadere o esorcizzare la vita e la sua sofferenza, ad oggi.
Un grido d'allarme.
Gabriella D'Orazio Zimmer 14/03/2006 8.40