Crash, un contatto fisico contro il razzismo per riflettere ed emozionarsi

Alessandro Biancardi

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Com'era logico attendersi, torna nelle sale italiane “Crash-contatto fisico” (http://www.crashcontattofisico.it/ ), fresco vincitore a sorpresa dell'Oscar (miglior film 2006). Già prima del successo istituzionalizzato nella statuetta il film aveva ottenuto un discreto successo nel pubblico (era uscito in Italia lo scorso 11 novembre):” Film intelligente. Capace di far riflettere e di emozionare. Credo che il messaggio antirazzista sia ben evidente” l'ha definito Carlo, 27 anni, mentre il 26enne P. ha dato alla pellicola di Sandra Bullock e compagni l'aggettivo “magico”, invitando “tutti a vedere questo film, perchè di sicuro vi provocherà delle grandi emozioni, e alla fine capiremo che se avessimo un po' più di pazienza con il prossimo, se non fossimo sempre preda dei pregiudizi, probabilmente vivremmo in un mondo migliore”, così come Daniela, 40 anni, che sintetizza bene con un “da vedere” (tutte opinioni prese dal forum di filmup.com).
La trama si descrive per flash e sommi capi: Los Angeles, 36 ore, etnie a confronto con le difficoltà della quotidianità interrazziale e la difficoltà del contatto fisico. «In ogni metropoli del mondo anche solo camminando per strada s'incontrano persone, si creano dei contatti, ma a Los Angeles, i suoi abitanti sono talmente barricati dietro la loro città di vetro e metallo, da non incontrarsi quasi mai, ed è tanto il loro desiderio di imbattersi in qualcuno, di avere un contatto fisico, da volersi scontrare con qualcun altro solo per sentire qualcosa” – Monica Cabras, che riprende il discorso del Detective Graham Waters, -Don Cheadle-, all'inizio del film mentre descrive Los Angeles».
Un film ben strutturato e veloce, che rispecchia il frenetismo della grande città senza cadere nel buonismo di facciata, cedendo a quest'ultimo solo un po' nel finale.
Nonostante l'intreccio del film preveda una sorta di sviluppo ad episodi, la sua forza sta nel fatto che non si avverte la divisione in capitoli che spesso è un punto debole di film così; anzi lo sviluppo è lineare e la pellicola scorre tranquilla.
La regia è di Paul Haggis ( sceneggiatore e produttore di The million dollar baby ) e nel ricco cast troviamo oltre alla già citata Sandra Bullock anche Don Cheadle e Matt Dillon, altre buone ragioni per andare in sala se non si è stati del tutto convinti dalla trama e dalle recensioni.

Ernesto Valerio 9/03/2006 9.13

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