Ultima trovata contro i pirati di Dvd: «Siete sfigati con le donne»

Alessandro Biancardi

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Continua la battaglia dei produttori e addetti al settore cinematografici contro la pirateria che a detta lorofa crollare gli introiti (senza contare però eventuali strani effetti
contrari come avevamo
scritto qui
a proposito dei cd musicali).

Tutti quelli che sono andati al cinema negli ultimi mesi avranno notato lo spot ad effetto che anticipa ogni proiezione: “ruberesti mai un'auto? Ruberesti mai un dvd?” Ecc…per arrivare a “ruberesti mai un film?”
Lo scopo è ovviamente quello di creare uno shock emotivo puntando anche su quella onestà di facciata che è tanto richiesta (anche se spesso viene da pensare: il vero furto non è il prezzo del biglietto? Sette euro di media a proiezione non sono troppi? Non si potrebbe puntare su politiche di incentivazione, magari in fasce orarie più morbide e meno centrali?).
Senza contare che il copyright sui beni che in qualche modo rientrano nel mondo della “cultura” non fa altro che frenare la cultura stessa, la fruizione e lo sviluppo in senso generale.
Con l'avvento di Internet e le nuove possibilità diventa ogni giorno di più impellente la necessità di rivedere regole e metodologie che tutelino gli autori, da una parte, ma anche e soprattutto la fruizione delle opere dell'ingegno.
Ora l'industria cinematografica ha lanciato il suo nuovo spot: “chi usa un dvd pirata è uno sfigato”. Lo spot è chiaramente rivolto ai giovanissimi nella loro quotidiana ricerca del “cool”, soprattutto con l'altro sesso: infatti, lo sviluppo di questa minipellicola parla da sé, con un ragazzino che tenta l'approccio con una compagna invitandola a vedere una “nuovissima uscita” dopo aver studiato insieme.
Iniziata la proiezione, l'audio pessimo e il video altalenante fanno storcere il naso alla ragazza, che si alza per recarsi al cinema, abbandonando il povero ragazzo.
Quando si parla di argomenti commerciali così importanti è sempre complesso analizzare a priori le potenzialità di uno spot, soprattutto con le enormi e manifeste possibilità di avere film a buon mercato, sia nell'illegale (download, acquisto copie, masterizzazione personale, … ) sia nel legale (noleggio ad ore ad esempio) e bisognerebbe forse puntare su politiche di bassi costi, come accennato prima: non a caso molti grandi registi stanno pensando di produrre e diffondere i loro prossimi film direttamente su dvd a noleggio e vendita on line ( l'Internazionale dello scorso 17 febbraio citava tra i primi “innovatori” Soderbergh e Russell, in un articolo firmato G. M. Thomas, opinionista del The Akron Bacon Journal ), magari mettendo la pellicola in download a pochi euro, con il massimo della qualità possibile on line.
La risposta del cinema non dovrebbe limitarsi a pochi spot - anche se ben costruiti e d'effetto, ma deve rendersi conto delle potenzialità degli altri operatori mediatici ( oltre a quelli citati come non dimenticare la PsP - che permette la visione di diverse pellicole nel nuovo formato Umd - o l'ipotesi di film su cellulare ) e sfruttare tutte le proprie di caratteristiche e potenzialità adattandole a quanto richiesto oggi dal mercato del cinema: immediatezza, economica e fruibilità al massimo grado.

Ernesto Valerio 25/02/2006 14.30