Venerdì 17. Le origini della superstizione

Alessandro Biancardi

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Le ragioni di questa superstizione non sono pacificamente accettate.
Probabilmente si riteneva, già durante l'Impero Romano, infausto il numero 17 per l'anagramma del numero romano "XVII", che, appunto, anagrammato diventa "VIXI" cioè "Ho vissuto" quindi riferito al fatto di non essere più in vita.

Il "venerdì", invece, è ritenuto un giorno sfortunato per differenti ragioni.
Nel passato si consigliava di desistere dall'uscire il venerdì notte, poichè durante le ore buie le streghe e i diavoli sarebbero stati in agguato, pronti ad aggredire i mortali; per ovviare al pericolo, nel caso di uscita doverosa, si poteva strappare un pelo, possibilmente rosso, ad un cane, da conservare nel taschino.

Anche tradizioni religiose indicherebbero la particolare sfortuna presente nel giorno di venerdì, poichè Gesù sarebbe stato crocifisso proprio quel giorno quando la terra si oscurò, facendo presagire la fine del mondo.
Inoltre, secondo la Bibbia, il diluvio universale sarebbe iniziato il giorno 17 del secondo mese e terminato il 17 del settimo mese. Ripetizioni di date che nella storia hanno creato la “superstizione”.

Inoltre, nel Trecento, proprio in un venerdì 17 fu dato ordinato da Filippo il Bello di uccidere tutti i cavalieri Templari della Francia. I cavalieri ed ordine sacro non era ben visto nemmeno dalla Chiesa e subì diverse scomuniche. L'accanimento sui Templari è giustificato secondo alcune scuole di pensiero anche perché sarebberostati loro a giungere per primi nel Tempio di Salomone, nelle cui fondamenta si dice sia stato costudito un tesoro immenso (sacro Graal e arca dell'alleanza).
L'obiettivo era chiaro: annientarli per appropriarsi di tutti i loro beni.

Anche per principi matematici Pitagorici il numero 17 non sarebbe particolarmente fausto; esso si troverebbe a metà tra il 16 e il 18, gli unici due numeri che rappresentano contemporaneamente la superficie e il perimetro di uno stesso quadrilatero perchè:

16 = 4+4+4+4 = 4x4

18 = 3+3+6+6 = 3x6

In epoca più moderna la fama negativa del numero 17 sarebbe stata sostenuta anche in relazione alla vicenda del Re Luigi XVII che, durante la Rivouzione Francese, non riuscì a salire al trono e morì in carcere. Infatti, suo zio assunse, quando diventò re, il nome di Luigi XVIII.

La superstizione sarebbe oggi ancora viva: come non notare la mancata fila 17 negli aerei? Oppure come non accorgersi del fatto che l'autostrada A17 (raccordo roma-Fiumicino) venga indicata, nei caretelli, come semplice "A"?

Nonostante la superstizione sia condannata dai religiosi e dai più razionali sembra essere molto più numerosa la schiera di coloro che pensano: "Non h vero ma ci credo", munendosi di amuleti e portafortuna.

Stefania D'Ammicco 17/02/2006 15.16