L’attenzione sull’infinitamente piccolo e l’arte di Di Zio in mostra

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Inaugurata al Museo “Vittoria Colonna” la mostra personale di Donato Di Zio. 108 opere che descrivono una continua germinazione, rimarrà aperta fino al 2 marzo.
Tutto si svolge in un mondo cellulare dove nuclei, membrane e protozoi animano la quiete apparente di un mare magnum.
Brodo primordiale che attende solo di trovare il suo equilibrio, condizione fondamentale per generare vita.
Per un occhio allenato, forse sono proprio queste le immagini che si sviluppano nelle 108 opere dell'artista Donato Di Zio, messe in mostra nel museo d'arte moderna “Vittoria Colonna” che ospita la rassegna “Dentro al Pelago”.
L'evento, ha trovato la sua inaugurazione nel pomeriggio di ieri, richiamando appassionati, cultori e curiosi, rimasti colpiti da un artista, Donato Di Zio, inedito e certosino capace di mettere d'accordo differenti generazioni.
Bagno di folla, infatti, per un evento importantissimo per il capoluogo Adriatico, determinato soprattutto da una partecipazione speciale, quella dello storico dell'arte, Gillo Dorfles, scrittore di fama internazionale.
Anche se il noto critico per motivi di lavoro non è stato presente all'inaugurazione della mostra, rimane come suo documento il catalogo della rassegna che riporta anche una biografia di Di Zio, compilata dalla scrittrice abruzzese Annamaria Cirillo.
L'apertura ufficiale delle sale espositive, è stata preceduta da un dibattito in cui sono intervenuti: il Presidente del Consiglio Regionale, Marino Roselli, il Sindaco di Moscufo, Dilva Ferri e il Critico d'Arte, Antonio Zimarino che, per l'occasione, si è sostituito a Dorfles.
Nel descrivere il suo consenso a Di Zio, Marino Roselli ha dichiarato: «Sono davvero felice nel sapere che un artista abruzzese riesca a portare lontano il nome della nostra regione, il fatto che sia originario di Moscufo e che vive ormai da anni a Firenze, pur tornando spesso nella sua terra natia, rivela come in Abruzzo ci siano giovani talentuosi che però sono costretti ad andare lontano per crescere professionalmente. Ecco perché – ha continuato il Presidente del Consiglio – che continuerò sempre ad appoggiare simili iniziative, per far crescere l'Abruzzo in tal senso cercando di realizzare le dinamiche giuste per aiutare i giovani a rimanere sul proprio territorio».
Da un punto esclusivamente artistico, il critico Zimarino ha descritto la pittura di Di Zio autentica, dove le vibrazioni segniche rappresentano in un certo qual modo quella grossa frammentazione che appartiene all'arte contemporanea.
«Donato Di Zio – ha affermato Zimarino – offre la germinazione di nuove possibilità espressive dove migliaia di particelle vanno combinandosi. La mostra ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 2 marzo 2006 negli orari 9-13, 14-20.

Ivan D'Alberto


LA BIOGRAFIA DI DONATO DI ZIO

Nel diario di un percorso tra arte e professione

A cura di Annamaria Cirillo

Giovane artista emergente, di tendenza e valenza contemporanea-internazionale, Donato Di Zio, abruzzese d'origine, nato nel 1970 a Moscufo (Pe), trae molteplici matrici di formazione artistica, soprattutto della sua pittura, già dai primi studi al Liceo Artistico di Pescara. Personalità di polivalente sensismo, dall'istinto naturale a captare ed assorbire nell'interiorità tutti gli stimoli creativi ed emozionali offerti dal vissuto ambiente culturale, lo “studente” Di Zio oltrepassa subito, determinato e discreto, il mero apprendimento scolastico. Ne è presupposto il rapporto umano e l'insegnamento validissimo di varie discipline artistiche da parte di alcuni docenti operanti a livello nazionale ed internazionale, quali Angelo Colangelo, Franco Summa, Sandro Visca, Alfredo Del Greco e Albano Paolinelli, i quali stimolano in lui il forte desiderio di maggiore conoscenza della loro arte anche tramite una frequentazione assidua di alcuni loro atelier. […] Donato Di Zio inizia a dipingere giovanissimo nel 1986, elaborando tecniche e percorsi tematici in bianco e nero all'interno di intime suggestioni recepite nel mondo contemporaneo in una ricerca figurale-informale. […] Conseguito il diploma al Liceo Artistico di Pescara, Donato Di Zio si iscrive, per la sezione Scenografia, alla Accademia di Belle Arti di Urbino, cittadina ampiamente sprovincializzata nella quale si trasferisce e che gli permette una frequentazione culturale di più ampio respiro da cui assorbire tutti gli elementi e le valenze ancora marcati alla sua formazione e alla sua visuale artistica. […] Gli artisti più amati da Donato Di Zio sono Will Bradley e Mauritius Ornelius Escher, ma legami artistici molto forti, sussistono con le opere di Henry Matisse e con i nuovi valori formali dell'astrattismo di Vasiliij Kandiski. È attratto dalla ricchezza delle reali suggestioni fantastiche di Mirò, dai concetti spaziali di Lucio Fontana e dalle “animate” sculture metalliche di Alexander Calder. […] Già nei primi anni di studi accademici si affianca all'amore per la pittura quello per il palcoscenico che con la realizzazione delle sue prime scenografie teatrali entra ufficialmente nella sua vita. La sua prima collaborazione professionale si realizza nel '92 con l'Ente Teatrale “Arena Sferisterio” di macerata, per l'opera lirica “La Boeme”, diretta da Donato Renzetti. […] nel '95 inizia ad operare anche nell'ambito cinematografico, come assistente alla scenografia nel film “Per caso” di Giuseppe Conti. Nel '96 firma le scene per il video-cortometraggio “La canzone di Betty”, con la regia di Andrea Baldassarre, per il quale elabora un'ambientazione scenica d'atmosfere surreale ed onirica, tutta sperimentata sulla predominanza del colore rosso e di superfici specchianti. […] Le tante esperienze, che a ritmo veloce si susseguono come scenografo e costumista, lo coinvolgono sempre di più conducendo ad un percorso professionale altamente formativo ma per certi versi molto impegnativo e faticoso per un giovane di 36 anni. Ne consegue che si trova sempre più costretto a contenere i tempi da dedicare alla pittura che egli vive con esigenza primaria, in “bianco e nero”, della sua interiorità ma che riesce a realizzare solo nella misura di quegli unici, essenziali momenti di impulso creativo, irrinunciabili per un artista. Donato Di Zio elabora allora una decisione che è un doloroso compromesso. Si pone di proposito di non tralasciare nessuna possibilità futura conoscenza ed approfondimento dell'arte che anche occasionalmente gli si presenti, come mostre visite ai grandi musei anche all'estero, conoscenza e frequentazione degli artisti e studio di testi d'arte ma di rinunciare per il momento alla messa in mostra delle proprie opere, diluendo la produzione pittorica nel suo tempo necessario, per meglio elaborarla nell'infinito “pelago” di sollecitazioni creative, che ne sono nutrizione e contenimento; ma questo con l'intento di riunire in futuro tutte le sue opere, via via realizzate, per esporle in un'unica grande mostra che tutte le contenga narrando il suo percorso. Un compromesso che oggi (2006), alla luce di questa completa esposizione di ben 108 opere, prodotte tra il 1995 ed il 2005, siglata in catalogo dallo storico d'arte Gillo Dorfles e tenuta presso il Museo D'Arte Moderna “Vittoria Colonna” di Pescara, può essere considerata altamente proficuo. […]

16/02/2006 16.13