La pirateria fa bene ai cd (originali)

Alessandro Biancardi

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E’ quanto emerge dalla classifica annuale stilata da Nielsen per la Fimi. E il made in Italy vince su tutti.
Fase 1: download completato; fase 2: cd masterizzato con successo; fase 3: copertina stampata, le tre azioni che hanno fatto gridare case discografiche e artisti di tutto il mondo. Si è largamente pensato che la pirateria, soprattutto in Italia, uccidesse le vendita di cd ( e dvd ) originali, creando perdite considerevoli per tutta l'industria musicale. E invece…35% in più di vendite per il Natale appena passato, confrontando quantitativamente i dati con quello del 2004.

Lo riferisce la classifica annuale stilata da Nielsen per la Fimi, l'associazione che rappresenta tutte le aziende italiane discografiche maggiori. E un altro dato che shocka, in senso positivo, riguarda le vendite del made in Italy: con una percentuale che supera il 50% delle vendite, i prodotti italiani, tirati soprattutto dai big Antonacci ( Convivendo parte II ), Ramazzotti, Renato Zero, Ligabue, Baglioni, Pezzali ( senza dimenticare il sempre verde Vasco e prodotti postumi come l'ultima raccolta di De Andrè ). Stesso discorso anche per i singoli dove la classifica dei primi dieci è occupata per 6/10 da italiani, capitanati dai Povia, “I bambini fanno oh” ( testi, news, immagini e cd in uscita li trovate qui). «Un dato che è tra i più alti nel mondo», si legge in un comunicato della stessa Fimi e che dà tutta l'impressione di andare in crescendo. Il fenomeno è probabilmente frutto di una serie di fattori, tra cui due principali, uno interno ed uno esterno alla stessa discografia: da un lato abbiamo il seppur sensibile abbassamento dei costi medi di ogni singolo cd ( con la creazione inoltre di fasce di prezzo molto basse per i prodotti più vecchi o semplicemente storici ), dall'altro il crescere medio dei prezzi in tutti gli altri settori dell'industria ( culturale e non ) che fa sì che le 15-20 euro di costo medio di un cd siano un ottimo rapporto qualità-prezzo per un regalo con i fiocchi ( alzi la mano chi non ha ricevuto un cd originale, gradito o non, durante le scorse feste o in occasione di un recente compleanno ). Senza dimenticare che la crescente alfabetizzazione musicale di massa crea sempre più patiti, o quantomeno fan accaniti dei prodotti musicali; il tutto condito da quel crescente “feticismo” per il prodotto originale che colpisce il cliente occidentale ( si sfidano a colpi quantitativi e qualitativi i fan di quello o quell'altro gruppo, con aste e vendite on line che si moltiplicano, su ebay.it e altrove, come www.usatoitalia.it. Una serie di fattori che fanno abbassare il grido dall'allarme dell'industria del disco contro mp3 e download ( la musica in rete, http://www.fimi.it/musica_rete.asp ), contro i cd vuoti a buon mercato e il mercanteggiare degli abusivi e che dimostra forse ancora una volta che non tutti i mali vengono per nuocere, e che la nascita di un sottomercato abusivo crea uno strato di clienti che primo o poi si sposta sul “lato originale” ( come il boom di qualche anno fa delle carte per decoder Tele+/Stream fasulle che una volta sgominate, hanno fatto sì che una percentuale altissima dei vecchi abusivi passasse all'abbonamento legale ).

Ernesto Valerio

19/01/2006 12.04