CINEMA. Il poker d’assi di inizio 2006

Alessandro Biancardi

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Per iniziare subito quattro grandi registi tra le scelte dei primi giorni del nuovo anno. Woody Allen, Spielberg, Terrence Malick e Park Chan-wook.

Per iniziare subito quattro grandi registi tra le scelte dei primi giorni del nuovo anno. Woody Allen, Spielberg,
Terrence Malick e Park Chan-wook.


L'industria cinematografica cala il primo poker d'assi del nuovo anno, e lo fa nel mese di gennaio: inizia subito col botto lo scorrere delle pellicole di questo 2006.
Woody Allen, Spielberg, Terrence Malick e Park Chan-wook, un elenco che sempre mettere quasi soggezione allo spettatore.
I quattro registri hanno messo in film un po' tutti gli aspetti della vita, dall'impegno al disimpegno, passando per la storia, la riflessione e il cinismo arrivista.
Torna come appena detto Allen, dopo un paio di commedie senza mordente e piuttosto decadenti come Hollywood ending  e Melinda & Melinda, che questa volta invece spiazza tutti con un film torbido, Match Point , ironico e tragico, che mette manifesto tutto il suo pessimismo, amplificatosi dopo il settantesimo compleanno dello scorso primo dicembre.
La storia si incentra tutta sulla difesa della posizione e status sociale di un giovane inglese ( infatti Allen abbandona la sua ispirazione, New York, trasferendosi a Londra ), simbolo perfetto di quella amoralità dilagante nella società neoborghese europea, baciata da soldi e fortuna come sfacciata umiliazione alle classi povere, oneste e subalterne. Nel cast Scarlett Johansson, la sua nuova musa che ha sedotto Allen, opzionata anche per la prossima pellicola del buon Woody.
Di aspetto opposto Steven Spielberg, che nel suo Munich ( definito da lui stesso
“una preghiera per la pace”
) mostra tutta la sua fiducia e speranza “nel e per il” genere umano, pur raccontando la vendetta israeliana nei confronti dei mandanti dell'attentato di Monaco ( 1972 ): sangue-chiama-sangue è il punto d'arrivo del regista.
Torna anche uno dei registi più osannati della passata stagione, il coreano Park Chan-wook,
portato alla ribalta del pubblico dal bellissimo e intriso di vendetta Old Boy;
torna con una pellicola il cui nome è tutto un programma,
Lady Vendetta
, dove affronta un tema tanto delicato quanto spesso oggetto di odio e per l'appunto vendetta ( mostrando infatti il farsi giustizia da sé in barba a vittime o creature indifese ): la pedofilia. Terence Malick invece si butta sulla storia ( dopo La sottile linea rossa ) andando ad affrontare un altro tema piuttosto spinoso - nonostante siano passati secoli e secoli - come la colonizzazione dell'America da parte inglese, con il progressivo terribile, cruento e senza-senso sterminio dei nativi: un'analisi che a detta dei primi critici sembra lucida e super partes, andando a prendersi anche un ruolo di verità storica. Il titolo è tanto semplice quanto sintetico: The new world (la parte principale è stata data dal regista a Colin Farrel che cerca riscatto in un'altra pellicola storica dopo il mezzo flop recitativo e d'incasso di Alexander).

 Temi stimolanti e importanti, volti famosi ( il già citato Farrell o l'ex tutto-muscoli Eric Bana in Munich ) o emergenti (come la sconosciuta protagonista di Lady Vendetta) e grandi registi: il 2006 non poteva partire meglio, inaugurando un anno di grande cinema ( ricordiamo i già previsti Da Vinci Code, Basic Instinct 2, Era Glaciale 2, Mission Impossibile III… ).

Ernesto Valerio 09/01/2006 16.28