Perry Como il crooner di origini abruzzesi che insidiò Sinatra

Alessandro Biancardi

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New York. Conobbi Perry Como negli anni '50- a New York, quando ormai aveva bruciato le prime difficili tappe della sua meravigliosa carriera di “crooner” (cantante) nel pianeta Usa
(nella foto grande Lino Manocchia con Perry).
Grazie all'amicizia acquisita, a “tappe” direi, il cantante piu' acclamato del secolo mi racconto' i grandi passi compiuti dal giovane, umile, figlio di Pietro e Lucia Travaglini, emigrati da Palena (Chieti) –
Oggi, riassumiamo,per i lettori di PrimaDaNoi.it , i momenti drammatici, patetici, singolari di Pierino Roland (Perry) Como nato a Canonsburg (Pensilvania) il 18 maggio 1912, il settimo dei 13 figli di casa Como.
«Il 13 e' un numero fortunato», soleva ripetere, accompagnando la frase col suo sorriso dolce, sincero, affabile.
Papa' Como che aveva una splendida voce baritonale, lavorava in una cava di carbone di Canonsburg, una cittadina, “nido” di oriundi abruzzesi, tenaci lavoratori attaccati alla famiglia.
Malgrado le misere condizioni dell'epoca (guadagnava 35 dollari alla settimana) il signor Como riusci' a far prendere lezioni di musica a tutti i suoi figli. Perry si dedico' all'organo ed al trombone, tanto che fini' per suonare con la banda del paese.
All'eta'di 10 anni Pierino comincio' a



spazzare la sala del barbiere Steve Fragapane, per mezzo dollaro alla settimana, ma ben presto, imparato ad affilare il rasoio, allesti' la sua barberia con due giovani aiutanti del luogo.
Come comincio' a cantare?
Il destino aveva spruzzato una manciata d'oro nell' ugola del cantante che avrebbe superato i “fenomenali” Bing Crosby e Frank Sinatra. E guadagnando qualche dollaro, nei week end, cantava presso i “Sons of Italy” un'organizzazione benevole degli Italiani d'America.
«Io volevo fare il barbiere a Canonsburg, ma poi decisi di tentare la sorte, con l'aiuto di Fred Carlone, direttore d'orchestra, col quale iniziai a guadagnare molto di piu', e costruendo il mio futuro», confessava il figlio degli oriundi palenesi.

PERRY SPOSA ROSELLE
Nel 1933, intanto,Perry, trasferitosi nel Long Island, sposava Roselle Belline e sette anni dopo mettevano al mondo Ronald.
Il famoso Copacabana di New York non tardo' ad ingaggiare il giovane “crooner”,purtroppo il periodo bellico affatto favorevole, suggeri' all'ex barbiere di tornarsene nel suo… paesello, ma mentre trattava l'affitto del locale, Perry ricevette una telefonata dalla rete CBS che gli offriva uno “show” personale.
«Era destino che dovevo restare a New York» commentava sovente, «e' proprio vero soltanto a New York un artista puo' fare carriera».
«Con Roselle e mio figlio restammo a New York, per presentare lo show e per lavorare di nuovo al Copacabana, quindi al teatro Paramount» (che fu la pedana di lancio di Frank Sinatra n.d.r), e quindi nel1944 arrivo' lo show settimanale “Chesterfield Supper club” della NBC”, seguito dal Perry Como show.”
Ma quale fu la prima delle innumerevoli canzoni incise in 200 album, molti dei quali ottennero Oscar e premi?
«Good by Sue», ma ci vollero due anni per registrare il primo
album “best seller” (un milione di copie).
Trascorse un po' di tempo e presentò “Til the end of time”.”
Intanto Como , nella Hit Parade figurava secondo soltanto a Bing Crosby, mentre con la sua performance capace di “ipnotizzare” il favoloso pubblico scavalcava anche Sinatra e Dick Haymes.
Agli inizi degli anni '50 Perry Como era gia' una “superstar” che mieteva “Grammy” (Oscar della musica) grazie alle sue magnifiche interpretazioni delle
canzoni come “It's impossible”,”Prisoner of Love”,”Temptation”,”Papa' loves Mambo” ed altre.
Il successo, dell'ex barbiere di Canonsburg, ormai era solido ed incontrastato.

I “NOMIGNOLI”
La performance di Perry Como era ammirata per la sua modestia ed
originalita',per questo non mancarono i “nomignoli” che i disc jokeys, i critici, e musicisti coniarono per descrivere questo “fenomeno musicale”. E venne “Mr.Jukebox”, dopo che la canzone “Till the end of time” raggiunse il milione di copie vendute” cui fece seguito “Mr.Nice guy” e quindi “Mr.Class”. Quello che sorprendeva era il fatto che Perry Como a 64 anni era lo stesso cantante di 15-20 anni prima.
La sua voce conservava le carezzevoli ,rilassanti, invitanti qualita', oltre ad un grande talento, carisma ed una sensibilita' squisita che lo avevano portato sul piedistallo della celebrita'.
Perry ,riconosciuto perche' indossava quasi sempre un pullover cardigan, seduto su un originale sgabello,aveva creato col pubblico una relazione artistica di grande effetto. Col semplice gesto casuale della mano, accompagnato dal caratteristico sorriso, il “crooner”
comunicava un senso di vitalita'.
Dopo un breve “abbandono” delle attivita', negli anni 70,Perry torno' per compiere numerosi “ tour”e per presentare “Christmas special” in Irlanda, Italia, ed altre nazioni.
Nel 1998 Roselle, la fedele compagna degli anni difficili, moriva due settimane dopo aver festeggiato 65 anni di matrimonio nella villa di Jupiter (a nord di Palm Beach) Florida, dove il popolare cantante trascorse il resto della sua esistenza,pescando e giocando al golf, sino all'eta' di 88 anni. La sua stella aveva compiuto la sua parabola.
Lino Manocchia 05/12/2005 8.38