Melissa P. ed i 100 colpi al cinema. Ed è subito scandalo

Alessandro Biancardi

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Sesso, dolore, sfacciataggine, adolescenza: tra queste parole sembra esserci, lampante, una di troppo. Adolescenza. Ma non è così per Melissa P., pellicola in uscita oggi (http://www.melissa-p.it/ ) - per la produzione di Francesca Neri e Amendola - dopo lo straordinario successo del libro “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” ( www.melissap.org ),,.
La protagonista, del cartaceo quanto del film in uscita oggi, è per l'appunto Melissa P., sedicenne. La storia: un anno di scuola tra i banchi e la presa di coscienza del sesso e del suo mondo, adulto e sfrontato per gli occhi di una ragazzina.
Topos presenti: un padre sempre fuori per lavoro e una madre ( Fabrizia Sacchi nella pellicola ) succube della quotidianità che preferisce non vedere, piuttosto che non rendersi conto, del cambiamento in chiave “sessocratica” della figlia. E come buona scialuppa di salvataggio la nonna, unico legame affettivo e solido con il nucleo familiare.
Le esperienze sessuali si rincorrono tra le pagine così come lo faranno tra le scene del film, in una escalation che porta la piccola Melissa ( nel film, la diciottenne Maria Valverde ) da umiliata e rossa di vergogna a diventare padrona consapevole dei propri mezzi.
Un'aria di erotismo pervade tutti gli attimi, ma è un erotismo troppo finto e costruito per poter essere di una ragazzina: a tutti i lettori, eccezion fatta forse per quindicenni che vedevano – e speravano – in lei un'ipotetica e utopica compagna di classe, è sembrata una costruzione a tavolino, un prodotto confezionato per un pubblico come quello italiano così emotivamente legato alla figura della Lolita.
Ma autrice e produttori, editoriali e cinematografici, si comportano come Muzio Scevola e giurano sull'autenticità del racconto. Il beneficio del dubbio rimane e non ha salvato il libro da una critica feroce da parte di molti, scrittori, lettori e opinionisti, creando però allo stesso tempo un nucleo forte di amanti del libro e della ragazza come simbolo.
All'anteprima del film ( una buona recensione la trovate su http://filmup.leonardo.it/melissap.htm, insieme a scheda, trailer e interviste al cast e alla produzione ) invece l'attenzione si è spostata di più sui caratteri di impatto sociale, dove in molti hanno lanciato uno j'accuse per l'assenza di prevenzione ( alla domanda:”dove sono i preservativi nei rapporti sessuali!?” la produzione ha risposto che l'assenza è dovuta ad una scelta ben precisa, visto che il percorso di crescita di Melissa è tanto rapido quanto frivolo e senza cognizione di causa, come il menefreghismo per la prevenzione tipico di molti giovani ), preoccupati da una ipotetica mania di imitazione dei più giovani; il film è stato comunque vietato ai minori di 14 anni e non ai 18, come era stato invece predetto e temuto dalla produzione.
Ci si augura solo che il film non sia una cronaca, veritiera o meno, di sesso e rapporti fisici, ma sia una narrazione dei sentimenti, emozioni e passioni che hanno cambiato la vita di una ragazzina, in una società che richiede sempre di più una rapida crescita ai suoi ragazzi.
Ernesto Valerio 18/11/2005 16.49