"La verità del ghiaccio": il terzo colpo di Dan Brown.

Alessandro Biancardi

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Come ogni buon prodotto, culturale o meno, che fa delle vendite il suo punto di forza, arriva puntuale anche per Dan Brown ( autore de il “Codice da Vinci” e “Angeli & Demoni” ) l'atto III della sua collezione letteraria, dal titolo “La verità del ghiaccio” [ Mondadori, 630 pagg., 22 Euro ] a breve nelle librerie.
Il fortunato scrittore americano, fenomeno letterario degli ultimi anni, conferma il topos letterario che gli è proprio ( e che ha fatto esplodere nel pianeta un daVinci-mania con tanto di visite guidate sui luoghi del Codice o di Angeli & Demoni ) intrecciando lo sviluppo della storia sulla base dell'ennesimo complotto, istituzionale e internazionale: in sostituzione del gettonatissimo Vaticano abbiamo questa volta un altro elefante, seppur camuffato, come la CIA, in compagnia del Presidente degli States, la Nasa, armi potentissime e ultramoderne, un senatore oscuro e chi ne ha più ne metta.
Un thriller che abbandona le posizione storico-clericali per buttarsi su un filone che ricorda più scrittori come Clancy o il cinema di Pollack. Ovviamente, come da buona regola di mercato, non dimentica di inserire nella storia un paio di ragazze dalla bellezza mozzafiato, anche intelligenti tra l'altro: il tutto in perfetto stile hollywoodiano.
Infatti il successo di Brown è spiegabile con numerosi fattori, tanto di contenuto quanto stilistici: tra questi una spiccata struttura narrativa che ricorda quella di una scenografia ( infatti il regista Ron Howard, che sta realizzando il Codice in pellicola, ha ammesso di aver fatto pochissime modifiche alla struttura del romanzo ), condita da elementi di quel cinema di massa che assicura soldi e pubblico, ma che inimica la critica. Le accuse infatti non sono mancate da parte di artisti e intellettuali, che hanno gridato l'ennesimo allarme di caduta culturale dell'occidente di fronte al successo delle opere di Brown ( più di una persona poco o per nulla dedita alla lettura ha per l'occasione fatto un salto in libreria ): un richiamo forse troppo allarmistico, ma giustificato dal fatto che scritti come questi formano una generazione su fatti non provati o quantomeno di dubbia attendibilità, dando loro argomenti di discussione sommari e poco storici, su documentazione essenzialmente narrative simili a leggende metropolitane.
Il successo di questo scrittore è dunque spiegabile soprattutto per la semplicità con cui espone argomenti difficili e di poco successo: nella scorsa estate, in un dialogo tra ragazzi, sembrava di assistere ad un convegno di storia delle religioni, tutti freschi della lettura del Codice che sfornavano teorie su divinità, Bibbia, complotti, templari, ecc.
Come reagiranno gli affezionati a questo nuovo lavoro? Visti i precedenti sarà difficile attendersi colpi di scena e vendite in picchiata. Fra un po' è Natale e c'è da scommetterci l'ultimo Dan Brown finirà sotto l'albero.
Ernesto Valerio 07/11/2005 12.21