Capire meglio l'Abruzzo attraverso 30 interviste di Lara Nicoli

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sarà presentato sabato il libro intitolato "Una Regione? Interviste sull'Abruzzo" sul tema della possibilità o meno di unificare le due anime della regione: quella della costa e quella dell'interno.
“Si può unire l'Abruzzo?”. Questo il tema della tavola rotonda che si svolgerà a L'Aquila, sabato 29 settembre, alle ore 11 nella Sala del Consiglio provinciale, presso il Palazzo Prefettura , per la presentazione del libro “Una Regione? Interviste sull'Abruzzo” di Lara Nicoli, edito da Japadre.

Alla tavola rotonda, moderata Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine dei giornalisti abruzzesi, parteciperanno gli onorevoli: Remo Gaspari, Giovanni Lolli, Rodolfo De Laurentiis, la senatrice Maria Claudia Ioannucci, Ferdinando Di Orio, Rettore dell'Università dell'Aquila, e i tre rappresentanti degli enti che hanno patrocinato l'iniziativa: Rinaldo Tordera, direttore della Carispaq, il presidente della provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane e il vice presidente del Consiglio Regionale,Nicola Pisegna Orlando.

Il tema del convegno si inscrive nell'interrogativo posto dal titolo del libro, in cui la giornalista e autrice, Lara Nicoli, raccoglie 26 interviste a personaggi abruzzesi, spaziando in diversi settori: dalla storia alla politica, dall'economia alla cultura, dall'università all'ambiente, indagando sulle cause della frammentazione del territorio in due, o almeno due Abruzzi e contemporaneamente cercando di rintracciare le possibilità di una unitarietà regionale ancora tutta da inventare, ma per la quale vi sono le premesse.

Alla tavola rotonda parteciperà l'onorevole Remo Gaspari, personaggio più citato nel corso delle interviste pubblicate, per il ruolo storico che, come politico, ha svolto in ambito regionale.

Il libro prende l'avvio con una lunga intervista allo storico Raffaele Colapietra che spiega le ragioni della persistente divisione regionale in almeno due Abruzzi e che hanno radici nel passato della regione. Seguono le interviste in ambito economico (Mario Santucci, Di Vincenzo, Paolo Primavera, Sergio Galbiati, Donato Lombardi, Rodolfo Berardi, Claudio Ruffini, Rinaldo Tordera); quelle in ambito politico (Ottaviano del Turco, Giovanni Pace, Stefania Pezzopane, Maria Claudia Ioannucci, Giovanni Lolli, Rodolfo De Laurentiis, Luciano D'Alfonso, Leo Orsini). Si passa poi al sindacato (Franco Leone, Sandro Giovarruscio); a cultura e ambiente ( Ferdinando di Orio, Aurelio Bigi, Enzo Gentile, Enzo Giammarino, Fulco Pratesi); ai mezzi di comunicazione di massa (Bruno Vespa, Stefano Pallotta).

La linea essenziale emergente dal contesto del libro è che la divaricazione presente nella regione ha radici geografiche e storiche, ed oggi si condensa nelle due velocità dell'economia abruzzese; nelle carenze infrastrutturali; nella esistenza di due tipi di turismo con diversa potenzialità di reddito; nella esistenza di due poli culturali, nei quali si colgono sotterranei segni di contrasto.
Nello stesso tempo però la regione presenta particolari risorse: la possibilità di costituire un asse tirreno-adriatico, con sbocco sui balcani; la presenza di riserve naturali che coprono quasi un terzo del suo territorio; l'attitudine a caratterizzarsi come luogo che privilegia la qualità della vita.
Fare sistema delle differenze, superando anacronistiche separatezze, può divenire elemento di forza e di unificazione. 25/10/2005 11.28