Nel ricordo di Marcinelle… "mille metri sotto terra" al Ridotto de L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Nel ricordo di Marcinelle va in scena oggi – sabato 5 marzo – a L’Aquila il recital “Mille metri sotto terra … verso Marcinelle” , testo del giornalista abruzzese Luca Pompei, interpretato e diretto da Milo Vallone.

Le musiche originali sono di Davide Cavuti e saranno eseguite dall’Ensemble “I Musici del Sirena” per l’occasione composto da Antonio Scolletta e Luana De Rubeis ai violini, Marcello Manfrin alla viola, Giancarlo Giannangeli al violoncello e Franco Finucci alla chitarra.

La rappresentazione, alle 18 presso il Teatro Ridotto de L’Aquila, è il secondo appuntamento di “Note di Parole” e rientra nel cartellone della 36° Stagione concertistica dell’Istituzione sinfonica abruzzese, con la direzione artistica di Ettore Pellegrino. 

La storia di “Mille metri sotto terra” narra della tragica vicenda di Marcinelle nel cinquantenario del suo compimento. Il punto di vista narrativo è però affidato ad un personaggio immaginario.

Dalle cime sognate della Majella, alle “taglie” della miniera di Marcinelle, il drammatico viaggio verso un lavoro sicuro in Belgio di uno dei tanti emigranti costretti dalla fame di un’Italia ancora lacerata dalla Grande Guerra, raccontato in prima persona, secondo coscienza, attraverso i propri occhi.

L’infanzia in campagna, il servizio militare tra gli alpini, il sapore di casa come elemento distintivo e identificativo, l’intensità e la purezza del suo primo amore e poi l’unica scelta possibile: il lungo viaggio in treno fino a Milano per le visite mediche e poi a proseguire fino a Charleroi, in Belgio. I massacranti turni di lavoro in anguste taglie di 80 centimetri a oltre mille metri sotto terra e poi quel terribile 8 agosto del 1956, un’improvvisa luce ed il ritorno/non ritorno a casa, in un percorso obbligato a ritroso, le oltre cento bare disposte di fronte alla cattedrale di Pescara, nel giorno dei funerali e gli occhi presenti/assenti di chi può rendere testimonianza anche di questo ultimo atto. 

Il tutto attraverso una intensa narrazione, dove la storia vissuta si alterna in un gioco di chiaroscuro, con la storia scritta, in un ricordo perpetuo ed eterno.

L’ideazione e il progetto drammaturgico sono del pescarese Milo Vallone, che ha di recente debuttato come attore protagonista e regista nel film “Anno zero” ricevendo unanimi consensi. Le musiche sono state composte  da un altro abruzzese doc, Davide Cavuti che vanta collaborazioni per il teatro con Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Paola Gassman, e che ha di recente co-firmato alcuni brani per la colonna sonora de “Il Grande Sogno” con Riccardo Scamarcio e Vallanzasca con Kim Rossi Stuart.

 

05/03/2011 10.25