Al Florian 'Pinguino' e 'Giacciolo': «per i bambini la magia di uno spettacolo dal vivo»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Saranno al teatro Florian di Pescara dal 26 dicembre al 6 gennaio. Le feste natalizie in compagnia di due clown burloni per fare il giro del mondo in 80 minuti tra gag risate e sketch esilaranti che stupiranno il giovanissimo pubblico.

I protagonisti irrefrenabili e pieni di sortite imprevedibili sulla scena sono Dario De Remigis che veste i panni di “Pinguino” e Gianluca Castellano “Ghiacciolo” che hanno inventato, scritto e diretto lo spettacolo. Non sono nuovi delle scene e dietro di loro vi sono anni di gavetta e di spettacoli che abbracciano le varie frontiere del teatro. Dicono di essere felici perché fanno quello che gli piace e per cui sono nati. In questi giorni sono impegnatissimi e stanchi per lo spettacolo che è già partito ma hanno voluto rispondere velocemente a qualche nostra domanda per conoscerli meglio.

 Tre righe che riassumono la vostra essenza?

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Sono un clown che ama divertirsi e far divertire il pubblico, la mia più grande soddisfazione è “sentire la gente ridere delle miei stupidaggini”. Io dico che il clown fa lo scemo ma non è stupido».

La folgorazione per il teatro?

DARIO PINGUINO: «Non c'è stato un evento particolare, ricordo solo che un giorno sentivo il bisogno di fare quello che faccio».

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Nessuna folgorazione, solo la pratica mi ha fatto capire che è ciò che voglio fare».

 La soddisfazione più grande e l’emozione legata al palco?

DARIO PINGUINO: «Ogni volta che il pubblico ride».

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Tre episodi. Il primo con “le Vèlo de l’Amour” abbiamo avuto una standing ovation. Il secondo un grande regista il giorno dopo la prima dello spettacolo “sei diventato proprio bravo, complimenti!”. Il terzo: i complimenti della mia insegnate dopo uno spettacolo in cui indossavo una maschera, “Pantalone” per l’esattezza».

 Le difficoltà del mestiere: perché è così difficile fare teatro oggi?

DARIO PINGUINO: «Non è difficile fare teatro (o meglio lo showman). Come tutti i mestieri bisogna evolversi, creare nuovi prodotti che suscitino gli interessi del pubblico. Se ci si fossilizza è finita».

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Non lo so per me non è difficile, se ci si riferisce ai tagli del governo, una soluzione forse sarebbe quella della meritocrazia e non dei finanziamenti senza controlli».

 Potete raccontarci qualche risposta di politici o amministratori ai quali eventualmente avete proposto una idea progettuale o chiesto di diffondere un vostro lavoro?

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Per natura non amo ricorrere ai finanziamenti pubblici, non perchè sono ricco o rivoluzionario, a volte i tempi di erogazione sono così lunghi che un progetto rischia di ammuffire. Comunque il Comune di Montesilvano negli ultimi 2 anni mi ha sovvenzionato delle manifestazioni».

E parliamo dello spettacolo: come vi è saltato in mente?

DARIO PINGUINO: «Il giro del mondo in 80 minuti è un pretesto per riscoprire il teatro come forma di intrattenimento. Per passare una serata spensierata e divertirsi senza problemi»

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Le idee hanno solo bisogno di essere giocate per capire se hanno una forza, noi abbiamo giocato ed è venuto fuori il “Giro del mondo in 80 minuti”. Venitelo a vedere e capirete».

Perché un bambino dovrebbe venire a vedervi invece che stare davanti alla tv o alla play station?

DARIO PINGUINO: «La play station si può utilizzare in qualsiasi momento, i programmi tv li può registrare, noi ci siamo solo quei giorni, poi non ripeteremo più lo spettacolo»

GIANLUCA GHIACCIOLO: «Per quanto possa essere potente e strabiliante un gioco virtuale, non ha paragoni con la bellezza di uno spettacolo dal vivo, dove tutto avviene sotto i tuoi occhi. Poi perchè con noi i bambini si divertono sul serio».

Avete già in mente il prossimo progetto?

DARIO PINGUINO:«Sì e no. Per dare vita alle idee originali ci vuole tempo».

GIANLUCA GHIACCIOLO:«Prima vediamo che risultato porteremo a casa, poi al futuro si penserà».

29/12/2010 12.43