Elio Germano apre la stagione del Teatro Immediato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Bella Stagione di Teatro Immediato si apre con un appuntamento d’eccezione: lo spettacolo di elio germano  thom pain dal testo di Will Eno in programma all’Auditorium Flaiano il 19 novembre. Elio Germano, protagonista indiscusso della scena cinematografica nazionale negli ultimi anni e vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 2010 come migliore attore, torna al teatro interpretando e dirigendo il monologo dello scrittore americano premio Pulitzer, messo in scena per la prima volta in Italia. Camaleontico e carismatico, il giovane attore romano ha curato personalmente la regia e collaborato attivamente all’adattamento italiano del testo di Will Eno, drammaturgo di Brooklyn.

Thom Pain entra in scena al buio. Prova ad accendere una sigaretta, impreca, si siede e saluta il pubblico.

La scena è completamente nuda, si vedono soltanto una sedia e una bottiglia d’acqua, ma Germano la riempie con la voce e con i gesti.

Curioso uomo, Thom Pain. Antieroe solitario, narratore, amante tormentato, pazzo, esistenzialista, comico, caustico, poeta, filosofo, animatore, prestigiatore, consigliere, canaglia, confessore, seduttore, ottimista ferito e pessimista speranzoso. Intrappolato in riflessioni apparentemente inconsistenti e sconnesse, ci introduce alla memoria e agli incidenti che hanno plasmato la sua infanzia e ne hanno fatto l'uomo che è. Raccontando di sé, continuamente a metà tra memoria e paura, si abbandona ad altre storie, a barzellette, tenta giochi di prestigio, deviando in apparenza dal filo del suo discorso. Un'autentica cavalcata di parole a servizio del teatro. "A metà tra un esercizio di esistenzialismo e un' esplorazione beckettiana "(The Washington Post).

«Tutto lo spettacolo è basato su di un testo, rigido e ben preciso. Ma lo scopo di questo tipo di regia e di recitazione, oltre che dell’opera stessa, è proprio questo: trascinare lo spettatore nel vortice dell’apparente delirio di Thom e lasciarlo senza via di scampo, mettendolo nella condizione di doversi continuamente chiedere, per tutto il tempo della performance, se ciò che sta vedendo sia preparato o frutto del caso». Elio Germano, romano, classe 1980, esordisce nel cinema all'età di dodici anni. Lavora con grandi registi: Michele Placido, il premio Oscar Gabriele Salvatores, Paolo Virzì e Daniele Lucchetti. Con il suo film, Mio fratello è figlio unico ottiene il David di Donatello come migliore attore protagonista, il Globo d'Oro e il Ciak d'oro dai critici cinematografici italiani. Nel maggio 2010 nella 63^ edizione del Festival di Cannes, è stato premiato come migliore attore ex aequo con Xavier Bardem, per la sua interpretazione nel film la La nostra vita di Daniele Lucchetti. Al premio sono seguiti altri importanti riconoscimenti, tra cui il Nastro d'argento.

16/11/10 11.39