Il ragazzo di New York compie 70 anni. Tanti auguri Woody

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

856

In attesa del suo ultimo film nelle sale, “Match point”(
sito ufficiale
, in uscita il 13 gennaio ) con Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers, uno dei mostri sacri del cinema mondiale compie 70 anni ( è nato il 1 dicembre del 1935 ): Woody Allen, l'autore che più di tutti ha fatto della psicanalisi, del balbettio, nella nevrosi, dei farmaci, dell'ipocondria e della paura della morte, un successo e un caso cinematografico. Una vita passata dietro la cinepresa, realizzando un numero infinito di film e apparendo in altrettante pellicole di altri autori.
Il regista che con “Io & Annie” (scheda
e recensione
) ha forse realizzato la migliore commedia di tutti i tempi, e in buona parte dei suoi film ha dato vita ad una parte di una città New York, facendola diventare un personaggio vivo, con le sue nevrosi, le sue manie, la sua quotidianità: Manhattan. Quasi quarant'anni di attività e quasi quaranta film, una produzione annuale per un regista che all'apparenza così spaurito e fragile, ha una gran forza creativa: un vero narratore, un costruttore di storie e personaggi, e soprattutto una fabbrica di citazione che sono rimaste alla storia, guadagnandosi più di un ricordo in altri film o nelle conversazioni di tutti i giorni. Come dimenticare battute del calibro di “Non accetterei mai di far parte di un circolo che accettasse fra i suoi soci uno come me” ( in “Io & Annie” ), oppure “Dio e' morto, Marx e' morto ... e anch'io oggi non mi sento molto bene!” ( in “Manhattan” ).
Un frasario interessante di Allen lo si trova
qui
.

Tempo fa nelle edicole si trovava un libricino della letteratura alternativa a 1000 lire dedicato ad Allen, che riportava sulla copertina:”Woody Allen
è una delle cose per cui vale la pena vivere”, per far capire quanto sia
viscerale e sentito l'attaccamento dei suoi estimatori verso prodotti che sono
un intenso insieme di sentimenti, problemi e passioni, cadute e risalite,
critiche ed esaltazioni, tutte sensazioni polarizzate che nel loro insieme
raccontano la vita, donandoci un affresco vivo dell'esistenza umana. “Zelig” (un'ottima
recensione
), un altro suo capolavoro, è la sintesi dell'uomo moderno, così sfaccettato e insicuro da mascherarsi ogni giorno sotto nuove spoglie, per rinascere dalle ceneri del giorno precedente come una fenice ed affrontare una realtà ogni volta più difficile: “Mai stato felice per otto ore di fila” ha detto Allen
di recente in un'intervista (
qui
 ne trovate una interessantissima e completa ), affermazione in cui molti riusciranno a concordare. Buon compleanno Woody!

Ernesto Valerio 30/11/2005 20.10