Teenager e cinema: la salvezza del botteghino

Alessandro Biancardi

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Quattro fratelli, un armadio che porta in un altro mondo, animali parlanti e una strega cattiva che promette un glaciale ed eterno inverno. Non si tratta di un bel libro di fiabe, ma del nuovo lungometraggio di Andrei Adamson, “Le cronache di Narnia”, basato sul lavoro cartaceo degli anni '50 di Clive Staple Lewis. L'ennesimo titolo natalizio fatto per e di ragazzi, adolescenti e giovanissimi: il mensile Ciak ha giustamente parlato di “baby power” per questo Natale; il cinema adolescenziale, negli attori e nel pubblico, sarà la vera salvezza, al botteghino e come numero di uscite, per l'industria cinematografica: oltre ai già altrove citati Harry Potter, Melissa P., Little Chicken,(qui
e qui  su PrimaDaNoi.it) sono attesi a breve nelle sale “L'educazione fisica delle fanciulle” ( trama, interviste e foto su
questo sito
) di John Irvin ( che si è ispirato al romanzo di Franz Wedekind ), dove protagonista è un gruppo di ragazzine di un collegio nel loro improvviso e rosso di passione risveglio primaverile di sensi. Anche le pellicole di casa nostra non sono rimaste a guardare, ed ecco pronto già “Mai più come prima”, classica epopea italiana del dopo esame di maturità: ogni generazione recente di giovani ha avuto il suo film adolescenziale nel nostro paese, da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” (libro e film, con commenti, foto e info) a “Come te nessuno mai”, passando per “Ovosodo” e il recente “Tre metri sopra il cielo” ( sito ufficiale del film e del libro, con blog, foto, ecc. qui ), senza dimenticare altri prodotti mucciniani come “Che ne sarà di noi”. Risponde all'appello ( termine mai così azzeccato vista la trama ) anche Pieraccioni,
che per queste vacanze propone “Ti amo in tutte le lingue del mondo”, prof del liceo perseguitato da due ragazzine.
Un baby power che ricorda tanto lo strapotere lontano della Shirley Temple ( foto e storia della indimenticata Shirley ) o Judy Garland , o del più recente Macaulay Culkin (foto e storia ) , con l'indimenticabile “Mamma ho perso l'aereo”, e che dà linfa vitale a tutto il mondo della celluloide, e non solo sotto un aspetto economico: è sottolineabile infatti come sia a tutto vantaggio del cinema il fatto che orde di ragazzine e ragazzine si riversino nelle sale italiane e internazionali, vuoi per maghetti, per polli, per pinguini o per riflettere a buon mercato sulle prime difficoltà della propria età, le prime cotte, il sesso, la scuola, le amicizie. Del resto, se cresce Harry Potter prendendosi le prima sbandate emotive e interessandosi a situazioni più complesse per la sua età ( e il suo fisico ) in crescita, tanto fanno i suoi fans con lui.
Un cinema dunque che si fa un look giovane, cerca di svecchiarsi e modellarsi all'età che più facilmente si concede spese facili e istantanee come il cinema: del resto se Dakota Fanning ( eroina giovanissima ne “La guerra dei mondi” lo scorso giugno),
(qui la  storia e gallery, con riferimento a tutti i suoi lavori, buon ultimo “La guerra dei mondi” ), 11 anni, incassa più della Kidman, un motivo ci sarà.
Ernesto Valerio 30/11/2005 12.20