Concerto gratis per Marco Masini ad Avezzano il 27 aprile

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Marco Masini si prende temporaneamente una pausa dal tour con cui sta girando l’Italia insieme ad Umberto Tozzi e arriva ad Avezzano, per un concerto gratuito in piazza Risorgimento, il 27 aprile alle 21,30. Sarà sicuramente l’occasione per ascoltare tutti i suoi maggiori successi, recentemente rivisitati in duetto con il già citato Tozzi nel cd “Tozzi-Masini”.

AVEZZANO. Marco Masini si prende temporaneamente una pausa dal tour con cui sta girando l'Italia insieme ad Umberto Tozzi e arriva ad Avezzano, per un concerto gratuito in piazza Risorgimento, il 27 aprile alle 21,30. Sarà sicuramente l'occasione per ascoltare tutti i suoi maggiori successi, recentemente rivisitati in duetto con il già citato Tozzi nel cd “Tozzi-Masini”.

Durante la sua carriera, gliene hanno dette di tutti i colori: funesto, portasfortuna, volgare. Non che Marco Masini non ci abbia messo del suo per risultare di volta in volta “scomodo”, prima cantando di situazioni esistenziali quantomeno negative, poi intitolando le sue canzoni “Vaffanculo” e “Bella stronza”, e infarcendone molte altre con parolacce di ogni tipo.
Fatto sta, tuttavia, che il cantante fiorentino ha sempre portato avanti una precisa scelta stilistica, fondata su un realismo narrativo, a volte anche crudo, che diceva sempre le cose in faccia, così come stavano.
E nessuno lo ha mai distolto da questa convinzione, anche se magari sarebbe stato più semplice presentarsi come personaggio rassicurante e rincuorante.
Ebbene, questa sua tendenza a rivolgersi al pubblico degli “zittoni” (dei timidi, degli introversi), come li definì egli stesso qualche anno fa in un'intervista, gliel'hanno fatta pagare a caro prezzo, costruendogli attorno un ostracismo che ha rischiato di strozzarlo.
Anche per questo, nel 2001, Masini decise di ritirarsi. Per fortuna, si è trattato solo di una chimera, perché 3 anni dopo ha cambiato idea e, con una nuova casa discografica e una ritrovata tranquillità, ha inaugurato un nuovo corso artistico, vincendo il Festival di Sanremo con “L'uomo volante” (uno dei suoi brani più belli) e pubblicando una raccolta antologica che gli ha fatto ritrovare subito l'affetto del pubblico: quando nel 2004 Masini venne a Pescara e suonò al Teatro Massimo, fece il tutto esaurito, con gente in piedi ad applaudire entusiasta il ritorno di un grande musicista.
Il cd “Il giardino delle api”, uscito nel 2005, non è andato male a livello discografico, sebbene non abbia goduto di una grandissima promozione. Stesso discorso per il live che l'artista ha pubblicato alla fine di quello stesso anno.
Tutto ciò proprio perché Masini ha sempre potuto contare su uno zoccolo duro di fan che non lo ha mai abbandonato, anche quando – per sua stessa ammissione – ha presentato canzoni non proprio eccelse. Fu il caso di “E chi se ne frega”, infelice rifacimento in italiano di “Nothing else matters” dei Metallica, o di “Raccontami di te” (con cui partecipò a Sanremo 2000), nient'altro che una sbiadita copia di “Ti innamorerai”, che invece è uno dei capolavori di Marco Masini, datato 1993. La storia di questo “splendido quarantenne” comincia però un po' prima, nel 1990 per il grande pubblico, quando con “Disperato” vinse Sanremo (sezione giovani) e pubblicò il suo primo omonimo disco, e negli anni '80 per gli addetti ai lavori, quando lavorava come tecnico del suono e, tra un mix e l'altro, trovava anche il momento per incidere un album dance e per fare da voce guida a Morandi, Tozzi e Ruggeri interpretando “Si può dare di più”. Altri tempi. Chissà se Masini se li ricorda ancora. Di certo c'è che noi ora ci ricordiamo di lui, e lo apprezziamo, dopo tante battaglie, anche in questa veste più serena.

Massimo Giuliano 26/04/2007 8.14