«Abbiamo ucciso Silvio… gratis»

Alessandro Biancardi

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  L’INTERVISTA. BOLOGNA. Tutto il gruppo di lavoro è in fibrillazione. Tra un giorno (4 marzo 2007) esce nelle sale "Shooting Silvio", il film che racconta l'ossessione di Kurtz, un giovane e ricco orfano, per la figura dell'ex premier Berlusconi tanto da decidere di ucciderlo, perchè ritenuto l'origine di tutti i mali d'Italia. Il film creerà sicuramente scalpore per una idea forte come quella di sopprimere uno degli uomini politici italiani più influenti del momento.    

 


L'INTERVISTA. BOLOGNA. Tutto il gruppo di lavoro è in fibrillazione.
Tra un giorno (4 marzo 2007) esce nelle sale "Shooting Silvio", il film che racconta l'ossessione di Kurtz, un giovane e ricco orfano, per la figura dell'ex premier Berlusconi tanto da decidere di ucciderlo, perchè ritenuto l'origine di tutti i mali d'Italia.
Il film creerà sicuramente scalpore per una idea forte come quella di sopprimere uno degli uomini politici italiani più influenti del momento.


 


 

E il rischio è quello che la pellicola venga etichettata come "comunista" o, peggio, terrorista. Ma i diretti interessati sgomberano il campo da un ipotetico prodotto politico o violento e assicurano che si tratta di un «esperimento» che potrebbe aprire la strada ad un nuovo genere cinematografico, tra il documentaristico e il futuristico.

Il regista e sceneggiatore Berardo Carbone, pescarese doc, ha una voce simpatica che dichiara già dalle prime battute i suoi 30 anni.
Quando lo chiamo è preso dal vortice pre-debutto.
E' a Bologna e per sentirmi deve allontanarsi dagli amici e collaboratori che parlano ad alta voce.
Passiamo subito al tu, siamo quasi coetanei e mi avverte: «ho poca batteria e non ci sono telefoni fissi nei paraggi… spero si faccia in tempo…».
Lo spero anche io.
«Tanto, dieci minuti bastano, vero?».
Certo che bastano, gli dico, già consapevole che ci faremo una bella chiacchierata di almeno venti minuti.
E comincio a pregare che la batteria non ci abbandoni.
Berardo è un amante del cinema, è facile intuirlo dai suoi discorsi.
Le sue parole scorrono via rapide un po' per la batteria che incombe su di noi ma anche perché la sua mente è una di quelle menti veloci che pensano e bruciano tutto, intuizioni e pensieri, in una frazione di secondo.
Il film è costato 140 mila euro. I compensi per la troupe 250.000 euro, e tutti verranno pagati se e quando il film li incasserà.

Come è nata la sceneggiatura e quanto di te c'è in Kurtz, il protagonista che vuole uccidere Berlusconi?
«Ti assicuro che di Kurtz in me non c'è niente. La sceneggiatura è nata esattamente tre anni e mezzo fa. Ero in macchina, insieme ad un altro amico pescarese che ha scritto con me, Carlo Durante. Stavamo ascoltando alla radio una trasmissione in cui si parlava di una delle solite gaffe del Cavaliere. In quel momento abbiamo pensato che dovevamo assolutamente scrivere qualcosa per far capire che siamo persone lontane da lui e da quel mondo»

E dovevate proprio decidere di ucciderlo…cinematograficamente parlando?
«E' una cosa forte, è vero. Ma non c'è uno spirito violento.
Il gesto viene condannato aspramente in tutto il film anche dagli amici del protagonista. Era un modo come un altro per prendere una posizione forte».

Il protagonista si chiama Kurtz come il personaggio di Apocalypse Now e nella sceneggiatura ci sono altre citazioni famose…Qual è il tuo cinema di riferimento?
«Nel film ci sono tante citazioni, c'è qualcosa di Coppola, c'è Monicelli, Kubrick. Amo il cinema alla Tarantino che usa il cinema come uno strumento di se stesso».

Secondo te saranno più quelli che ti ringrazieranno perché hai fatto qualcosa che volevano fare o quelli che ti tacceranno di cattivo gusto?
«Sto avendo già un parziale riscontro di cosa pensa la gente che ha letto la sceneggiatura. Dalle email ricevute un 70% appoggia e condivide (ride) e un 30% pensa che sia una trovata di pessimo gusto».

Commenti dall'interessato o dall'enturage?
«No, figurati…silenzio assoluto da parte dell'interessato. Ma mi hanno detto che oggi (ieri per chi legge, ndr) su un giornale è uscito il commento di un esponente di Forza Italia che si augura che il film non venga proiettato nelle scuole…»

Il protagonista del vostro film ad un certo punto capisce che non c'è modo di parlare di Berlusconi senza che lui non ne tragga beneficio.
Trarrà beneficio anche dal tuo film?

«Non lo so, ma non credo. Diciamo che non è un nostro intento. Non abbiamo fatto questo film né per esaltarlo né per indurre l'elettorato a boicottare il personaggio politico».

Kurtz racconta nel film di aver stampato da solo e autoprodotto un libro. Anche questo film è stato autoprodotto…avete voluto mettere in luce il problema dei giovani artisti che come voi hanno bisogno di fare tutto da soli per emergere?
«Quella battuta ci piaceva e di sicuro c'era anche la volontà di far capire che il mondo dei giovani si autoproduce. Ma il protagonista del nostro film è un orfano senza problemi di soldi, che investe su un suo prodotto senza sacrifici. Ha i contanti a disposizione…e questo non è stato affatto il nostro caso…»

Facciamo un gioco .. Se una grande casa di produzione ti avesse contattato per finanziarti il film ma ti avesse chiesto di togliere Berlusconi e mettere Prodi? Avresti accettato?
«Ti dirò… ho avuto una proposta del genere. Non mi avevano imposto un protagonista, mi avevano semplicemente detto che dovevo togliere Berlusconi….»

E tu?
«Ho detto di no».

«Senza soldi ma con Berlusconi, quindi?»
«Esatto. Il film era nato così e abbiamo voluto lasciarlo così».

Mi consigli 3 film che devo assolutamente vedere?
« "Otto e mezzo" di Fellini, "Il grande dittatore" di
Chaplin e "Pulp Fiction" di Tarantino»

Perché la scelta di mettere la sceneggiatura on line?
«Perché volevamo che fosse il primo esperimento di cinema a democrazia diretta, in cui lo spettatore può partecipare e vivere il film prima di sedersi in sala»

Una cosa che non vorresti sentir dire del tuo film?
«Che Shooting Silvio è un film violento»

Una cosa che ti aspetti che venga detta?
«Che Shooting Silvio è un film violento» (ride)

In politica da che parte stai?
«Non a destra»

La settimana scorsa il governo Prodi è caduto. Hai sentito la notizia e hai pensato…
«Che guaio»

Lo sospettavo…
«Sì, ma poi sono stato contento quando è tornato al suo posto…e ho pensato che comunque questa crisi di governo potesse essere, in qualche modo, strategicamente funzionale all'uscita del nostro film».

Adesso lo sai che vicino al tuo nome verrà aggiunto anche "il comunista"? Che effetto ti fa?
«Non amo molto le categorizzazioni…e ripeto, questo non è un film politico»

Un pregio di Berlusconi?
«E' un abilissimo comunicatore»

Un difetto di Berlusconi?
«Ho la sensazione che alteri gli equilibri di una corretta democrazia»

Che rapporto hai con la tv? La guardi?
«Ne guardo poca.…un po' come si ascolta la radio…distrattamente e dove capita».

Verrai in Abruzzo a presentare il film?
«Sì. Il film uscirà a Pescara, la città in cui sono nato io e buona parte del mio gruppo di lavoro. Shooting Silvio sarà in proiezione dal
12 al 19 aprile al cinema Arca».

Cosa prevede il tuo futuro professionale?
«C'è un altro film, già in cantiere. Il meccanismo sarà simile a questa pellicola, sarà un cinema che si butta nel sociale. Ma adesso c'è Shooting Silvio…»


…Già adesso c'è da ammazzare prima Berlusconi. La batteria ha resistito, riusciamo anche a salutarci con calma e i dieci minuti iniziali sono ampiamente trascorsi.

Alessandra Lotti 03/03/2007 9.35

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