A Loreto inscena la storia di Zopito per non dimenticare

Alessandro Biancardi

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LORETO APRUTINO. Va in scena sabato 24 febbraio prossimo, al Teatro Comunale di Popoli, in occasione di un progetto promosso dall’Arma dei Carabinieri e dalla Provincia di Pescara. Lo spettacolo narra della vicenda di Zopito, un giovane loretese che si mette sulle tracce del padre naturale, scomparso in seguito agli arresti avvenuti in Piazza Garibaldi a Loreto per un blocco stradale, il 22 marzo 1950. Zopito padre ha infatti scontato, come altri giovani loretesi, 18 mesi di carcere a Chieti e poi è scomparso.
Zopito figlio trova dei documenti negli archivi, chiede agli amici del padre, ma ad un certo punto di lui non si sa più nulla. Alla fine è la madre di Zopito, Maria, che mostra al figlio una lettera, arrivata nel Natale del '52.
Nella lettera Zopito padre dice che è fuggito per la vergogna del carcere, per la vergogna di non avere un lavoro, di non poter sposare Maria perché nullatenente. E va via lontano, con il dolore di non poter conoscere mai suo figlio.
Un giorno però, inaspettatamente, Zopito padre torna; per rivedere il paese natio, gli amici, Maria. L'emozione è così grande che non riesce più a parlare. Passano giorni mesi e Zopito non parla. Fino a che, avvicinatosi il giorno della partenza, dopo le feste natalizie, il figlio naturale e i suoi amici gli preparano una sorpresa: gli cantano il “sant'Antonio”, ché da giovane anche lui aveva cantato, interpretando proprio la parte del santo.
Lo spettacolo coinvolge e appassiona. Attraverso canti e rievocazioni di feste religiose, il gioco teatrale a volte di una comicità irresistibile, altre volte surreale e sognante, è sempre sostenuto da un ritmo incalzante e nonostante i materiali poveri della scena convince pienamente il lavoro dei cinque attori presenti sulla scena che interpretano figli e genitori: Fausto Roncone , Serena Magazzeni, Giacomo Vallozza, Giuliana Antenucci e Tommaso di Giorgio.

22/02/2007 17.24