Torna in concerto a Pescara Ivano Fossati

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Magari negli anni lo hanno accusato di essere un po' noioso (esilarante la parodia proposta tempo fa a Zelig da Rocco Tanica, tastierista di Elio e Le Storie Tese, con il personaggio di “Vano Fossati”), ma lui – con o senza i Delirium – rappresenta uno dei più grandi cantautori italiani. Parliamo di Ivano Fossati.
Un artista, tra l'altro, molto amato dai colleghi: non si contano quelli che hanno cantato, negli anni, pezzi che portavano la sua firma. Citiamo Loredana Berté (“Dedicato”, “Non sono una signora”) e Adriano Celentano (“Io sono un uomo libero”), senza contare le scritture a quattro mani con Francesco De Gregori (“Scacchi e tarocchi”) e Fabrizio De Andrè (“Anime salve”).
Più di recente, Laura Pausini, nel suo album “Io canto”, in cui reinterpreta alla propria maniera celebri brani italiani, ha inserito un rifacimento de “La mia banda suona il rock”, mentre Zucchero, per confezionare “E' delicato”, il suo nuovo singolo appena uscito e contenuto nell'ultimo cd “Fly”, si è avvalso, in fase di scrittura, proprio della collaborazione di Fossati.
Insomma, piaccia o no Fossati è un mostro sacro della canzone.
E proprio lui, dopo aver aperto il suo nuovo tour da Sulmona lo scorso 2 dicembre, tornerà in Abruzzo, al Teatro Massimo di Pescara, il prossimo 10 febbraio.
L'esibizione nel capoluogo adriatico sarà l'occasione per ascoltare ancora una volta dal vivo “L'arcangelo”, l'attuale disco di Ivano Fossati pubblicato a tre anni di distanza da “Lampo viaggiatore” e che affronta temi come la democrazia, l'immigrazione, l'omosessualità e l'economia globale.
«Non è un album schierato», precisa Fossati. «Anche il brano “Cara Democrazia” è un'esortazione civile».
A proposito di "Cara democrazia", il testo di questa ballata ha ispirato, ai responsabili dello studio Animundi, un video in 2d realizzato con tecnica mista di grafica e animazione computerizzata. Il tutto supportato da qualche ripresa dal vivo e, soprattutto, dal contributo fotografico dall'archivio di Amnesty International.
“L'arcangelo” è un lavoro che segna un deciso ritorno di Ivano Fossati al rock chitarristico dei suoi esordi. «Non è un cambiamento di gusto», racconta il cantautore genovese. «Mi sono ritrovato a scrivere canzoni, e poi mi sono reso conto che avevano bisogno di quel supporto di chitarre elettriche e di ritmiche di un certo tipo che è come se mi avessero riportato a casa...». Anche il concerto di Pescara, promette Fossati, «avrà gli stessi colori musicali e mi darà modo di rivisitare il mio vecchio repertorio recuperando anche canzoni lasciate da parte da tanti anni». Fra le sorprese, è prevista una versione blues di “Dedicato”, già presentata con successo nelle precedenti date, Sulmona compresa.
Massimo Giuliano 06/02/2007 8.47